Molti oggetti di cui diffidavamo oggi arrivano dall’Asia: succederà lo stesso con le auto indiane?

Vi ricordate la scena del terzo film di Ritorno al Futuro, quando il “doc” degli anni ‘50 si stupisce che il chip montato sulla DeLorean degli anni ‘80 sia Made in Japan? Bene, se ci pensate, fino all’altro ieri lo stesso è successo “qui da noi” con molti oggetti prodotti in Cina o in Corea, come gli smartphone. E in parte con le auto, visto che ormai nessuno si stranisce più all’idea di comprarsi una macchina coreana. Discorso diverso, invece, per i costruttori automobilistici cinesi, ancora poco diffusi sui mercati occidentali. E l’India? Ha una storia industriale ormai ultradecennale anche lei e colossi che operano in tutto il mondo, come Tata e Mahindra (il più grande costruttore indiano di SUV e 4x4). In questa video-prova abbiamo guidato la Mahindra XUV500, il SUV indiano forse più vicino ai gusti degli automobilistici europei, per farci un’idea del livello attuale delle auto indiane e di come potrebbero evolvere in futuro.


Gran parte della nostra curiosità era legata all’idea di low-cost di una macchina così, anche in riferimento all’acquisizione di Ssangyong da parte di Mahindra. Il marchio della “controllata” coreana, infatti, si è creato negli anni un certo spazio proprio nel settore dei SUV dai costi accessibili, stesso segmento in cui si posiziona la “controllante” indiana con la XUV500. D’altra parte, avevamo in mente anche l’esperienza di un altro marchio, che ha saputo affermarsi sul mercato nonostante la provenienza poco usuale per un’auto (la Romania). Mahindra come Dacia, dunque, almeno come strada da seguire. E’ un po’ questo il riassunto della prova della XUV500, che descriviamo in dettaglio nel video: una macchina anzitutto spaziosa, con 7 posti, robusta anche per guidare fuoristrada e con un motore progettato e costruito in Europa, ma ancora migliorabile nell’insonorizzazione, nella risposta dei comandi e nelle finiture. Il tutto, con prezzi di listino che partono da meno di 20.000 euro. Non tanti in assoluto, in rapporto soprattutto all’abitabilità e alla versatilità d’uso, ma probabilmente non in linea con le promesse dell’industria automobilistica indiana di mettere in vendite le auto meno costose in assoluto. Pensiamo in particolare ad un’altra macchina Made in India, questa volta della rivale Tata: quella Nano mai arrivata e che avrebbe dovuto essere la citycar da 5.000 euro.

Mahindra XUV500, welfare familiare made in India

Foto di: Adriano Tosi