Sergio Marchionne ha anticipato le prospettive di rilancio dell'industria nazionale e del marchio Alfa Romeo

Il rilancio di Alfa Romeo passa attraverso Ferrari e Maserati e partirà dall'Italia. Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat, conferma i suoi piani per i marchi italiani e anticipa a Repubblica dove intende realizzare i modelli. Contrariamente a quelche mese fa, quando Marchionne aveva ipotizzato una fuga all'estero per la mancanza nel nostro Paese di "regole chiare e affidabili sul lavoro", adesso dice che lo stabilimento di Cassino è quello che "strutturalmente e per capacità produttiva" è "più adatto al rilancio Alfa Romeo". Vediamo quindi di seguito quali fabbriche italiane sono in prima linea nella produzione di auto del Gruppo Fiat in Italia e quali modelli arriveranno presto.

GLI STABILIMENTI ITALIANI CHE PRODURRANNO AUTO

Sergio Marchionne è molto chiaro nell'intervista, ma conserva qualche dettaglio per il piano industriale che verrà svelato ad aprile: "Nel polo Mirafiori-Grugliasco si faranno le Maserati, compreso un nuovo suv e qualcos'altro che non le dico. A Melfi la 500X e la piccola Jeep, a Pomigliano la Panda e forse una seconda vettura". Le Alfa Romeo del rilancio invece verranno assemblate a cassino, ma attenzione: Marchionne è sempre pronto a cambiare idea. Questo piano è valido "se non crolla un'altra volta il mercato". Marchionne vuole riportare tutti gli operai a lavoro però si riserva di cambiare ancora le carte in tavola. Il rilancio di Alfa Romeo, che è "centrale nella nostra strategia", servirà anche per far rivivere "i capannoni fantasma", ha detto.

LA STRATEGIA DI PRODOTTO DETTATA DA MARCHIONNE

Uscire dal mass market è ancora la priorità di Sergio Marchionne, perché qui "i clienti sono pochi, i concorrenti sono tanti, i margini sono bassi e il futuro è complicato". Come aveva detto qualche mese fa, il Gruppo Fiat scommette sull'alto di gamma: "In fondo abbiamo marchi fantastici e per definizione Premium come l'Alfa Romeo e la Maserati. Perché non reinventarli?". Intanto, Fiat "andrà nella parte alta del mass market, con le famiglie Panda e Cinquecento"; Lancia resterà in vita solo in Italia con la linea Y" e Chrysler rimane il "cavallo di Troia" (ndr) per entrare nei mercati internazionali: "Oggi se mi presento con l'Alfa negli Usa ho una rete di 2.300 concessionari capaci di portare quelle auto dovunque in America, rispettandone il dna italiano".

Fiat Panda, si ferma ancora la produzione