Presente e futuro del design a quattro ruote secondo Mark Philips, responsabile degli interni della nuova XE

Nel brillante curriculum di Mark Philips, la "perla" è senza dubbio l'abitacolo della XJ Limousine personalizzato in base alle esigenze sua Maestà Regina Elisabetta II d'Inghilterra. Un'auto, la XJ, di cui Philips ha curato personalmente tutto lo sviluppo e l'ingegerizzazione, prima di occuparsi della XE. Insomma, lo avrete capito: se è riuscito a far contento una Regina, di cosa ci potremmo lamentare noi comuni mortali? Quali difetti potremmo mai trovare a una sua creazione? Scherzi a parte, Mark Philips ha fatto due chiacchiere con noi in occasione della Milano Design Week. Ecco cosa ci ha raccontato.


OmniAuto.it: Cosa c'è della britishness di cui andate giustamente orgogliosi, nella nuova XE?
Mark Philips: "Prima di tutto le proporzioni: passo lungo, sbalzi corti e terzo volume compatto conferiscono una forma molto Jaguar alla XE. E poi ci sono alcuni dettagli come la "J" disegnata dai led nei fari anteriori che richiamano immediatamente il nostro marchio".


OmniAuto.it: Guardando la vettura, però, si trova un legame forte con la XF, ma non con i modelli storici della Jaguar. Conferma o è solo una nostra impressione?
Mark Philips: "Confermo. Jaguar deve salvaguardare la propria storia, ma non può non innovare, dal momento che l'innovazione fa parte del nostro DNA. Se lei guarda le Jaguar dell'ultimo periodo, noterà che i cambiamenti ci sono stati e sono stati di grande portata. Noi come designer abbiamo il dovere di rendere attuali i concetti tradizionali".


OmniAuto.it: Internamente, invece, cosa c'è di britishness?
Mark Philips: "L'eleganza del design, il pregio dell'ambiente in cui ci si trova e la cura per i dettagli. Il tutto, partendo dal presupposto che la XE dovesse essere un'auto "avvolgente": in questa auto si è "dentro", non "sopra". Un'impostazione creata dal piantone di sterzo, dalla console e dalla posizione del sedile. Il guidatore sente che tutto è a portata di mano e sotto il suo controllo".


OmniAuto.it: Come responsabile degli interni, non crede che il meglio, per lei, stia per arrivare? Se davvero si affermerà l'auto elettrica, avrà molta più libertà, grazie all'assenza dei vincoli dettati dal blocco motore-cambio (spesso molto invasivo nell'abitacolo)?
Mark Philips: "Sicuramente qualcosa di importante sta per accadere e noi, ovviamente, ci stiamo lavorando. In che direzione non lo posso dire, ma stiamo studiando la questione nel profondo. Per tornare alla sua domanda, più che di libertà parlerei di sfida. Quello che ci attende non è un compito facile, ma stimolante di sicuro sì. Non si tratta "solo" di sviluppare un concetto, ma di capire quale sarà questo concetto attorno al quale prenderà forma l'automobile di domani".


OmniAuto.it: Qual è secondo lei però il punto forte dal quale non potrà prescindere l'auto del futuro?
Mark Philips: "L'integrazione con il consumatore e con i suoi dispositivi tecnologici. Le nuove tecnologie e il modo con cui si potranno usare sarà determinante. Dovremo essere in grado di garantire immediatezza d'uso, divertimento e sicurezza".

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