Marchionne conferma il limite produttivo delle 7.000 vetture l’anno, elevabile a 10.000

Al posto del presidente Montezemolo a Detroit prende la parola Sergio Marchionne, che a sorpresa mostra il piano industriale 2014-2018 di Ferrari e lo fa in uno dei più importanti mercati per il marchio del Cavallino rampante. Il manager italo canadese ribadisce come Ferrari debba restare un marchio sportivo e di lusso da circa 7.000 vetture l’anno, rigorosamente con motori a 8 e 12 cilindri e un ciclo di vita di quattro anni per ogni modello seguito da un restyling destinato a protrarne la carriera per altri quattro anni. Non anni a venire mancheranno poi le versioni speciali destinate ad un ristretto pubblico di collezionisti e Ferraristi. Entro il 2018 il margine Ferrari dovrà superare il 15%, aggiunge Marchionne, mantenendo limitata la produzione per conservare l’esclusività del prodotto.

Eventualmente Ferrari potrebbe valutare la possibilità di aumentare la produzione totale fino a 10.000 vetture l’anno nel caso in cui la popolazione mondiale dei “milionari” dovesse crescere, soprattutto nei paesi emergenti. I mercati più ricchi e appetibili per le supercar Ferrari restano quelli di Nord America, Asia-Pacifico ed Europa, tutti previsti in crescita per il 2015. Una parte dei ricavi Ferrari dei prossimi anni verranno generati da programmi di personalizzazione e concessioni di licenze, mentre gli investimenti saranno ancora una volta focalizzati sulle attività di Formula 1. Resta comunque inteso che “Ferrari non è in vendita”, se qualcuno avesse pensato il contrario.

Ferrari, l’era Montezemolo si chiude con un bilancio da record

Foto di: Eleonora Lilli