Secondo Federauto questi fondi erano una "bufala", meglio darli alla ricerca sul Cancro o per creare un fondo per le Partite Iva in difficoltà

Non bastava non vendere più auto. Con l'esaurimento in poche ore degli incentivi auto 2013 i concessionari si trovano adesso in una posizione ancora più scomoda. Senza più fondi, "ai concessionari non resta che gestire le reazioni negative dei clienti e di questo certo non avevamo bisogno", dice Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto. Contrariamente a quanto si può immaginare infatti, come OmniAuto.it ha spiegato più volte, tutti gli addetti ai lavori nel settore auto erano contrari agli incentivi auto 2013, per come sono stati pensati. Il disegno di legge originale, nato 3-4 anni fa e rivolto solo alle auto elettriche, è stato stravolto nel corso del dibattito parlamentare ed il fondo iniziale è stato via via ridotto, fino ad arrivare ai 39,4 milioni di euro stanziati per il 2013.

Federauto, che rappresenta i concessionari in Italia, ribadisce di aver lanciato più volte "accorati appelli al Governo" affinché bloccasse questo provvedimento, "inutile e dannoso". "E' sintomatico che nessun attore della filiera automotive, nessuno, li volesse per come sono stati congegnati. Nonostante questo, nessuno si è preso la responsabilità di sopprimerli e destinare queste risorse, per esempio, alla ricerca sul Cancro o a creare un fondo per le Partite Iva in difficoltà - spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto -. Ora che è provato che sono soldi buttati, Federauto auspica che vengano bloccati per il 2014 e 2015 e che si pensi a misure vere, serie, per rilanciare il mercato dell'auto che sta arrancando. Come peraltro tutto il nostro Paese. Argomento che la Federazione porterà al tavolo del nuovo Governo se e quando si insedierà".