Secondo voci americane il Governo Italiano starebbe spingendo per favorire l'occupazione

In America ne sono certi: la Lamborghini sarebbe sempre più vicina a dare l'ok alla produzione di un SUV/crossover ad alte prestazioni (ok, questo era ovvio). Dopo l'annuncio ufficiale da parte del n°1 di Aston Martin Andy Palmer che il marchio inglese lancerà la DBX, anche un altro mostro sacro come il Toro di Sant'Agata Bolognese cede alle lusinghe del "grande è meglio". Come già affermato più volte, non è il caso di scandalizzarsi: non si tratta di "tradimento" dei valori di un brand, né di volgarizzazione dello stesso. Semplicemente, le automobili si costruiscono per ricavarne dell'utile, denaro, e se i clienti vogliono gli sport utility, perché negarglieli? Una regola alla quale, per ora, sfuggono solo due aziende: Ferrari e Rolls Royce. Quanto resisteranno ancora? Nell'attesa di scoprirlo, vediamo più nel dettaglio il piano Lamborghini, che potrebbe vedere più che raddoppiata la propria produzione: dalle 2.500 unità attuali a oltre 5.500 pezzi l'anno.


Una spinta dal Governo per sostenere l'occupazione


Ad aver quasi convinto il top management della Lamborghini e di Audi, che del marchio italiano decide le sorti, non ci sono solo motivazioni commerciali. Un'accelerazione decisa, sempre secondo gli americani, sarebbe venuta dalla politica, più precisamente dal Governo Italiano, che avrebbe offerto degli incentivi (si dice intorno ai 100 milioni di euro sotto forma di sgravi fiscali), a patto che l'azienda si impegni ad assumere circa 300 nuovi lavoratori. Se così fosse, verrebbe da dire: finalmente! Grazie a politiche di questo tipo, infatti, la Spagna ci ha surclassati per numero di veicoli prodotti in un anno, pur non avendo nemmeno un'azienda di bandiera; c'è Seat, è vero, che però è nelle mani tedesche del Gruppo VW. Se anche in Italia dovesse iniziare a muoversi qualcosa in questa direzione non potrebbe che essere un bene per tutti.


Urus, il concept del 2012


Un SUV col Toro sul cofano non è certo un fulmine a ciel sereno: i più informati ricorderanno sicuramente il prototipo Urus svelato nel 2012. Quanto di quel concept resterà sulla vettura definitiva è difficile dirlo. Ciò che si può affermare quasi con certezza è che, qualora davvero il progetto dovesse ricevere il via libera, la base meccanica sarebbe quella della Porsche Cayenne e della VW Touareg, opportunamente rivisitata dal team di ingegneri capitanato da Maurizio Reggiani.

Lamborghini Urus: forse in vendita dal 2017

Foto di: Sergio Chierici