Ecco perché l'Istat non comunica più i numeri, nonostante un sinistro su tre sia dovuto all'alcol

Nelle statistiche Istat sugli incidenti stradali con lesioni fisiche, appena rese note, c’è una voragine: manca l’alcol. Infatti, come dice l’Istituto stesso, dal 2009, a causa dell’esiguo numero di casi comunicati dagli organi di rilevazione, è stata sospesa la diffusione dei dati sugli incidenti stradali dettagliati per le circostanze legate allo stato psicofisico alterato. Attenzione: non ci sono né l’alcol, come detto, né la droga.


Ecco perché


La compilazione di questa informazione conduce a valori del dato sottostimati se comparati con indagini demoscopiche sui comportamenti a rischio dei conducenti, condotte sulla popolazione a livello nazionale o su dati diffusi da organismi internazionali e nazionali. Non solo: il Codice della strada prevede la possibilità di rifiuto, da parte dei conducenti coinvolti, di sottoporsi agli accertamenti sullo stato psico-fisico (stato di ebbrezza o uso di stupefacenti): in questi casi, non viene inviata all’Istat l’informazione sulla sanzione applicata.


Numeri terrificanti


In realtà, l’alcol è una piaga terribile in materia di incidenti stradali. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che almeno un sinistro su tre è dovuto all’ebbrezza, e chiaramente si tratta perlopiù di impatti con feriti e morti. E un’analisi recente condotta sulla percezione del problema della sicurezza stradale, mostra che per i giovani di 18-29 anni, la guida sotto l’influsso di alcol e droghe, rappresenta il più grande problema (61,6%), seguito dall’eccesso di velocità (57%). Non per niente, si attende da anni una legge che punisca in modo più severo chi causa incidenti in stato alterato: vedi lomicidio stradale. Che però, alla fine, si potrebbe rivelare una legge con uno scarso potere deterrente.