Oltre che per le linee sqadrate e i fari a matrice di LED la coupé tedesca stupisce per il cockpit futuribile

Si tratta di un'Audi TT, non c'è il minimo dubbio. Anche se il progetto è interamente nuovo, i designer Audi hanno rispettato l'impostazione di base della coupé di Ingolstadt: un'identità fatta fondamentalmente di archi con raggi di curvatura variabili che disegnano il tetto, il cofano, i passaruota e la coda, creando uno scenografico effetto ad incastro. Rispettate anche le proporzioni: l'altezza ridotta, unita alla notevole larghezza, dà un'impressione di “schiacciamento” al suolo che istiga alla guida sportiva. Agli osservatori più attenti qui al Salone di Ginevra (6-16 marzo) non sarà certamente sfuggita la migrazione dei quattro anelli dalla griglia al cofano, come se si voglia lasciare più libertà all'aria di ossigenare i motori.

Già, i motori: come sulla TT attuale sono solo sovralimentati, diesel e benzina, mentre la trazione è anteriore o integrale, affidata al differenziale Haldex di quinta generazione. Più avanti arriveranno anche le versioni più cattive: la S è già praticamente ufficializzata (anche se ovviamente non si dice quando verrà presentata), mentre sulla RS c'è ancora riserbo, ma non si vedono ragioni per le quali non dovrebbe essere realizzata.

Da Audi DOC gli interni: i materiali sono al top per qualità e l'assemblaggio è eseguito con la consueta cura. Il tutto, nel caso della TT, condito in maniera decisa, ma senza eccessi, da profili metallici che enfatizzano il lato sportivo della vettura. Come per le due generazioni precedenti, i sedili posteriori dell'Audi TT sono poco più che simbolici: il lunotto basso e molto inclinato lascia pochissimo spazio per la testa agli eventuali passeggeri. Meglio dunque ribaltare gli schienali, viaggiare in coppia (sempre che non ci si voglia divertire...) e sfruttare lo spazio che si libera come “prolunga” del bagagliaio.

Nuova Audi TT, la strumentazione del futuro è già a Ginevra

Foto di: Giuliano Daniele