In totale negli Stati Uniti ha accettato di pagare 25 miliardi di dollari come risarcimento

Cospirazione, ostruzione alla giustizia e violazione delle leggi sull'importazione. Sono questi i reati per cui il Gruppo Volkswagen si è appena dichiarato colpevole di fronte alle autorità degli Stati Uniti per via dello scandalo emissioni, il Dieselgate. La Compagnia tedesca ha ammesso di aver installato dei software per truccare i dati sulle emissioni dei motori diesel (su circa 600mila vetture) sia in Germania che in America del Nord; una dichiarazione arrivata oggi per voce di Manfred Doess, il Direttore Affari Legali e Societaridel Gruppo tedesco. Il giudice distrettuale Sean Cox ha accettato la dichiarazione, che rientra nell'ambito dell'accordo per pagare 4,3 miliardi di dollari.


In totale negli Stati Uniti il Gruppo Volkswagen ha accettato di pagare 25 miliardi di dollari come risarcimento per i clienti che avevano acquistato le vetture coinvolte e per aver infranto le leggi ambientali. Ci sono poi 2 miliardi che il Gruppo ha accettato di investire in energie rinnovabili. Il Dipertimento di Giustizia americano ha anche già condannato due manager su sette ritenuti colpevoli della vicenda (i cinque rimasti fuori si trovano in Germania, dove le autorità locali stanno portando avanti le indagini). A questo ptoposito ricordiamo che di recente Volkswagen ha minacciato azioni legali contro Piech, difendendo Winterkorn (qui i dettagli).

Dieselgate, nuove irregolarità in Germania

Foto di: Fabio Gemelli