Piccola fuori, confortevole dentro, tiene bene la strada, ma per averla rifinita occorre il top di gamma

La Seat Mii non è una novità nell'affollato panorama delle citycar, ma nell’ultimo anno, con l’arrivo della Mii by Mango, ha dimostrato che la formula auto-griffata funziona. Sempre più donne italiane, ma anche straniere, l'hanno scelta in versione top di gamma con la firma del marchio d’abbigliamento (solo in Italia, da gennaio a marzo di quest’anno, è stata immatricolata in 236 unità). Io ho approfittato della possibilità di conoscerla da vicino a Barcellona, dov’è nata, per metterla alla prova ed ho guidato, su strade urbane ed extraurbane, il 1.0 da 75 CV, che in Italia è disponibile solo su alcuni allestimenti.


Qui la firma fa la differenza


A volte - facendo shopping - ho sentito dire che "l’abito firmato non è poi così diverso da un altro che gli somiglia, è senza brand e costa meno". L’affermazione è discutibile nell’ambito della moda, ma è chiaramente smentibile nel settore auto, dove si parla di allestimenti in modo oggettivo. Conoscendo da vicino la Mii by Mango ho potuto constatare che con quei 3.000 euro in più per il top di gamma si ha davvero qualcosa di diverso. Mi riferisco alla qualità dei materiali utilizzati a bordo (che come abbiamo già scritto sono riservati a questa Seat) e ai colori esclusivi della carrozzeria, che solo l’occhio attento di chi segue le tendenze (o magari è donna…) si riconoscono subito: “Quel beige firmato Mango non è come il beige di altre auto…”. L’allestimento base Reference è comunque un buon compromesso per chi è pratico e meno attento all'estetica.


In città dà il meglio, ma anche fuori si difende


La Seat Mii, sorella della Volkswagen Up! e Skoda Citigo, è ovviamente studiata per la città e con i suoi 3,56 metri di lunghezza si parcheggia facilmente; e poi lo sterzo e la frizione sono leggerissimi. A bordo l’abitabilità per chi siede davanti supera molte concorrenti, ma non poter gestire il finestrino del passeggero direttamente dal lato guida è scomodo e le fa perdere punti. Una compensazione in questo senso arriva dal bagagliaio, che con i suoi numeri (da 251 litri a 951 litri, anche quando è a metano) la riscatta rispetto alle concorrenti. Fin qui verrebbe da pensare che fuori città però non è in grado di cavarsela, invece è stabile e lo sterzo è preciso per la sua categoria. Il 1.0 da 75 CV è da preferire se si percorrono spesso strade extraurbane, ma se l’utilizzo in quel contesto diventa assiduo consiglio di cambiare direttamente segmento. Per chi usa l’auto soprattutto in città va bene anche il 1.0 da 60 CV o il 1.0 Ecofuel da 68 CV. Con l’alimentazione a metano, inutile ricordarlo, si risparmia sull’utilizzo dell’auto nel medio-lungo periodo e si evitano i blocchi del traffico. Ma prima di comprarne una a gas, verificate quanti distributori ci siano nella vostra zona.

Seat Mii by Mango, l'auto da sfilata

Foto di: Eleonora Lilli