Ecco due esempi diversi di tuning, il più "estremo" di Mansory e quello "soft" di Startech, al debutto a Ginevra

Per stravolgere l'indole di una macchina a volte basta veramente poco. Con qualche nuova appendice aerodinamica un SUV lussuoso ed elegante come la Maserati Levante si può trasformare (almeno esteticamente) in un'auto da corsa. Al Salone di Ginevra di elaborazioni ne abbiamo viste veramente tante, ma forse quella di Mansory sul SUV italiano è stata quella che ci ha fatto più "impressione". A partire dalla colorazione (un arancione brillante) fino ai dettagli in carbonio, tutte le modifiche sono quelle che ci si aspetterebbe di trovare su una macchina che spesso vede la pista. Non mancano infatti spoiler anteriori e posteriori e le minigonne laterali - tutto in fibra di carbonio - e un alettone posteriore sopra il lunotto per aumentare la deportanza alle alte velocità.


Modificare un'auto però non vuol dire per forza cambiarne il "carattere"; è il caso dell'elaborazione di Startech, che in confronto a quella Mansory potrebbe quasi definirsi un "soft tuning". Qui le linee dolci della Maserati sono rimaste riconoscibili, ma più marcate. L'effetto ottico delle minigonne rende tutta la macchina più vicina a terra, trasmettendo anche la personalità più sportiva del SUV. Negli interni il contrasto "armonico" tra materiali tecnici e freddi come il carbonio e tessuti eleganti e accoglienti come la pelle marrone è sicuramente riuscito. Rimane il fatto che ogni elaborazione deve rispecchiare il gusto del proprietario e trovarne una "già fatta" che soddisfi tutti al 100% è difficile. Una curiosità: Maserati stessa propone per la Levante una personalizzazione per gli interni. Si tratta di una linea firmata dalla Casa di moda Ermenegildo Zegna, disponibile anche per Ghibli e Quattroporte.

Maserati Levante, più esagerata che mai grazie al tuning