Cambia poco all'apparenza, ma ha nuovi motori, tanto hi-tech in più e un cambio automatico più "morbido"

Tre è il numero perfetto per il restyling. Tre come gli anni di vita di un'auto prima che venga rivisitata più o meno a fondo per rintuzzare gli attacchi della concorrenza e per rimanere attraente verso il suo pubblico. La Peugeot 208 non sfugge alla regola e dopo essersi svelata al Salone di Ginevra nella nuova veste, eccola ora sulle strade di Graz, in Austria, dove sono andato a vederla di persona. Soprattutto, ho provato ciò che di nuovo ha da offrire in termini di motori: il PureTech 1.2 turbo da 110 CV con Start&Stop. Senza dimenticare che debuttano importanti sistemi di assistenza alla guida come il Park Assist, la telecamera posteriore e l'Active City Brake: un alleato preziosissimo in città. La 208 restyling è già ordinabile, mentre le consegne inizieranno l'11 di giugno. La speranza di Peugeot, in Italia, è quella di fare meglio del 9° posto nelle classifiche di vendita del segmento B registrato nei primi quattro mesi del 2015 (10.163 unità contro le 17.546 dell'altra francese Renault Clio, per esempio); va meglio in Europa, dove nel 2014 la 208 è salita sul podio di categoria.


Il graffio del Leone sulla coda


Mettere mano all'estetica di un'auto non è mai cosa semplice. Da un lato c'è l'esigenza di dare un segnale di cambiamento per attirare nuovi clienti, dall'altro si deve stare attenti a non far invecchiare di dieci anni, con un colpo di "matita", la versione in commercio: chi lo spiegherebbe, altrimenti, a tutti quelli che l'hanno appena acquistata? Tutto questo per spiegare come mai la vetura cambi in maniera marginale, rispetto alla vecchia, nel design. Personalmente, il punto di vista che più mi fa percepire il lavoro dei designer francesi è quello posteriore: i tre "graffi" nei fari danno un bel tocco di personalità, senza peraltro stravolgere l'identità originale della vettura. Davanti, nonostante le modifiche siano più numerose, faccio più fatica a notarle: cambia il design del paraurti, quello della calandra e del suo contorno; sono stati riposizionati i fendinebbia e i proiettori sono ora bicolore. In ogni caso, la 208 aveva un frontale riuscito, che con questi aggiornamenti si toglie qualche ruga senza smarrire il suo appeal iniziale.


Dentro cambiano colori e rivestimenti


Ancora più leggere le modifiche nell'abitacolo. Le variazioni interessano il rivestimento della plancia delle versioni di alta gamma, ora più morbido al tatto, e la retroilluminazione bianca su tutti gli allestimenti. Invariato dunque il concetto dell'i-Cockpit, ovvero della riduzione del diametro del volante e del posizionamento della strumentazione al di sopra di esso, al fine di migliorare la visibilità delle informazioni essenziali. In Peugeot ne vanno molto fieri, ma se si rispetta il "manuale" dell'ergonomia di guida (secondo il quale il piantone deve essere posizionato il alto al fine di migliorare il controllo della vettura), il risultato è che il quadro è in gran parte nascosto dalla corona del volante per la maggioranza dei guidatori: fanno eccezione quelli alti oltre due metri e quelli al di sotto del metro e 60 cm. Per il resto, l'abitabilità si conferma ottima in rapporto alle dimensioni esterne, grazie al passo (la distanza fra asse anteriore e posteriore) generoso, e la qualità è di livello superiore rispetto alla media del segmento B.


Agilità e comfort possono andar d'accordo


Per avere agilità fra le curve non si deve ricorrere per forza a un assetto rigido. Come? Si risparmia sul peso. Questa è la strada intrapresa da Peugeot, che con la 208 1.2 PureTech ferma l'ago della bilancia a 1.060 kg , offrendo tutto l'assorbimento che si richiede in città, ma quando iniziano le curve non delude. Lo sterzo colpisce per quanto è diretto, mentre il coricamento sulle ruote esterne è limitato e, di conseguenza, tenuta di strada e precisione nel seguire la traiettoria sono superiori alla media del segmento B. Ottima anche la risposta del motore sovralimentato, brillante ai bassi regimi, spinge con discreta forza anche agli alti; i più sensibili d'orecchio noteranno il timbro metallico del "tre", ma dal punto di vista dell'insonorizzazione non ci sono obiezioni da fare. Quanto al cambio, il nuovo EAT6 - automatico a 6 rapporti con convertitore di coppia - è finalmente arrivato al posto del vecchio robotizzato: addio dunque all'effetto elastico. Peccato solo che per sua natura un cambio di questo tipo è sempre "in presa" sul motore e dunque tenda a trasmettere qualche leggera vibrazione (congenita in ogni 3 cilindri), al minimo quando si sta fermi al semaforo, per esempio. Nulla di fastidioso, in ogni caso.


Un tocco di colore al listino


Probabilmente ve la ricorderete nell'Orange Power con cui si presentò a Ginevra. Si tratta di uno soltanto fra i numerosi nuovi colori disponibili. Da segnalare, in particolare, Ice Grey e Ice Silver, ovvero le nuove tinte materiche (optional a 730 euro): leggermente granulose al tatto, offrono un colpo d'occhio molto particolare che varia in base alla luce; attenzione però ai piccoli graffi, che non possono essere sistemati ma richiedono la verniciatura dell'intera parte (una portiera, per esempio). Altre novità di listino sono i pacchetti Menthol White (190 euro) e Lime Yellow (450) che danno un pizzico di colore in più all'abitacolo e agli esterni e i già citati dispositivi di ausilio alla guida: l'Active City Brake (250 euro), i sensori di parcheggio posteriori (490 euro, 740 con telecamera) e Park Assist (800 euro, 1.350 con telecamera). I prezzi? Per la 5 porte si parte dai 13.000 euro della PureTech 68 (come i CV) in versione Access, mentre le più interessanti PureTech 82 Active e PureTech 110 Allure costano rispettivamente 15.050 e 18.200 euro. Diesel? La BlueHDi Active da 75 CV parte da 17.050 euro, mentre la 1.6 BlueHDi Allure da 100 CV è proposta a 19.150 euro. 700 euro in meno se siete interessati alla carrozzeria 3 porte.

Peugeot 208, un restyling tutto sostanza