Allo studio un sistema che facilita la ricerca di un posto libero grazie alla connessione tra auto

Per tutti quelli che guidano in città l’incubo peggiore, si sa, è il parcheggio. Tralasciando i rari casi fortunati, la ricerca di un “buco” dove lasciare la propria auto richiede tempi biblici. Dal TU-Automotive, la fiera dedicata alle ultime novità tecnologiche del mondo dell’auto, arriva la notizia che BMW e INRIX, azienda dell'informatica partner della Casa dell'elica, stanno testando in Baviera il Dynamic Parking Prediction. In pratica, le auto della casa tedesca, connesse tra loro tramite internet, possono inviare in modo anonimo dati sulla loro posizione, sul numero di persone che stanno lasciando o cercando un parcheggio e tramite un algoritmo dialogano con gli altri veicoli per indirizzarli verso le aree meno congestionate diminuendo lo stress derivato dalla ricerca e il traffico relativo.


Per sviluppare questa tecnologia sono state usate una serie di BMW i3, che si potrebbe definire “un’auto laboratorio” per la Casa perchè su questo modello sono state sviluppate varie applicazioni che permettono di renderla il modo meno impegnativo di vivere la città. Ad esempio tramite l’intermodalità dei trasporti: l’auto può sapere quanto traffico c’è sulla propria strada e consigliare un itinerario alternativo che comprenda anche mezzi pubblici; è stata anche messa in cantiere un’applicazione che tramite lo smartwatch permette di “richiamare” l’auto dal parcheggio e farla arrivare presso la vostra posizione, come nei migliori film di fantascienza. Leggendo il comunicato stampa vengono dei dubbi però, il sistema di ricerca di parcheggi liberi può essere utile solo nel caso in cui siano con una dimensione standard (come le strisce blu) ma sarebbe difficile poter parcheggiare, diciamo, una Serie 7 dove prima c’era una i3. Senza contare il fatto che i dati potranno arrivare solo dalle BMW in circolazione, limitando l’attendibilità dei dati.

BMW dichiara guerra allo stress da parcheggio