Al festival inglese, le vetture uniche per il loro motore rotativo

Dal 25 al 28 giugno tornerà ad animarsi il Goodwood Festival of Speed. Per l’occasione, Mazda porterà alla rassegna inglese le vetture che gli hanno permesso di riservarsi un posto speciale nella storia del motorsport, non solo per i successi che hanno conseguito in pista, ma anche per la loro peculiarità meccanica: il motore rotativo. La più importante del gruppo è la 787B, vincitrice della Le Mans del 1991 (Gruppo C), che sarà accompagnata dalla “sorella” meno fortunata, quella col telaio 002, che concluse la stessa gara all’ottavo posto. Auto che di sicuro emozioneranno gli appassionati, quando scaricheranno a terra i loro 930 CV sul tracciato della celebre cronoscalata. La storia del marchio di Hiroshima alle gare di endurance sarà rappresentata anche da due 767B, da una 757 e da una Chevron B16-Mazda, la vettura che portò per la prima volta il Wankel sul celebre circuito francese nel 1970. Il motore di queste vetture fu poi installato sulla RX-792P, che corse nel campionato americano IMSA GTO, e presente anch’essa al festival.


E, ovviamente, non poteva mancare un’altra vettura che ha segnato lo sviluppo di questo motore. Ci sarà, infatti, la RX-7 (col propulsore 13J a 4 rotori) che nel campionato IMSA GTO ha marcato un record ancora oggi imbattuto di 100 vittorie nella sua classe (Gruppo C Prototipi) in 12 anni di gare. Un’altra RX-7 dal pedigree sportivo di tutto rispetto è quella portata alla vittoria della 24 Ore di SPA del 1981 da Pierre Dieudonne e Tom Walkinshaw, ora di proprietà del collezionista e appassionato inglese Kevin Dyle, altra sicura star accreditata della rassegna. Auto che, idealmente, passeranno il testimone alla nuova Mazda MX-5, la spider che sarà al centro dello stand giapponese.

Mazda, a Goodwood celebra il "suo" Wankel