Derivata dalla Z06, la versione da corsa mostra sfacciatamente la sua fame di vittorie

Partire da una base come la Chevrolet Corvette Z06 per fare una vettura da corsa è qualcosa che permette di ottenere una bellezza come la Corvette C7.R. Ancora non sappiamo come si comporterà nella classe GT Le Mans e nella classica 24 Ore francese, ma di certo il look della Corvette C7.R vista al Salone di Ginevraè di quelli che non lasciano indifferenti. Il punto di partenza è la stessa nuova architettura in alluminio con pannelli saldati al laser, rivettature eseguite con la fluoforatura e saldatura a punti in alluminio brevettata da GM. Il tutto si traduce in un telaio più robusto del 40% rispetto al modello da corsa precedente.

AERODINAMICA DA CORSA

L’aerodinamica della Chevrolet Corvette C7.R è quella che più distingue la versione da corsa dalla Z06 stradale. Necessità di raffreddamento e deportanza sono alla base dei nuovi alettoni, prese d’aria, splitter e bandelle che infarciscono l’esterno della vettura. Particolarmente importante è la presa d’aria ricavata davanti alle ruote posteriori che serve a raffreddare il transaxle posteriore e il differenziale. A completare il ricco pacchetto aerodinamico della Corvette C7.R ci pensano poi la grande apertura anteriore per il radiatore e il gigantesco alettone di coda regolabile.

5.5 LITRI SENZA COMPRESSORE, COME DA REGOLAMENTO

Il motore a iniezione diretta di benzina derivato dalla Z06 permette alla C7.R di riportare questa tecnologia sulle Corvette da corsa e di ridurre così consumi (-3%) e il numero di pit stop che nelle gare di durata risultano fondamentali per la vittoria. Per ottemperare alle regole GT la cilindrata della C7.R è stata abbassata a 5,5 litri ed è stato eliminato il compressore volumetrico. Le sospensioni sono state modificate per gestire la cinematica di ruote e freni più grandi.

Chevrolet Corvette C7.R, in pista con grinta

Foto di: Fabio Gemelli