Le "auto bianche" sospendono le corse per 12 ore e urlano contro il servizio americano. Che risponde facendo lo sconto a tutti

“Mi spiace, siamo in sciopero contro Uber: garantiamo il servizio solo agli anziani e a chi deve andare in ospedale”. Chi oggi prova salire su un taxi a Milano riceve questa risposta dai tassisti che non ne vogliono proprio sapere di “fare una corsa”. La protesta indetta dalle ore 8 alle 22 è compatta e per certi versi "violenta" con slogan e manifesti fortemente denigratori nei confronti della società americana che con la sua app consente di richiedere un’auto con l’autista in pochi secondi e con un preventivo di spesa “garantito”. Così il trasporto pubblico dedicato a chi si muove per lavoro in queste ore è andato in tilt, con code interminabili davanti ai distributori di biglietti della metro alla Stazione Centrale. Mentre chi cerca di chiamare in alternativa al taxi un’auto via Uber lo deve fare lontano dagli occhi dei tassisti per evitare imprecazioni d’ogni genere.

UNA DIATRIBA NORMATIVA

Il servizio di “autista personale per tutti” ideato oltreoceano si sta diffondendo a livello mondiale e negli ultimi 12 mesi ha conquistato migliaia di clienti che si muovono per lavoro nel capoluogo lombardo. Secondo i tassisti "Uber ruba illegalmente il lavoro". Dal canto di Uber, invece, il servizio è regolare perché non è formalmente vietato. Il problema, dunque, è che non c’è chiarezza normativa: la piattaforma di Uber rende nei fatti il noleggio con conducente equiparabile al taxi, nel senso che le “auto nere” grazie alla geolocalizzazione possono intercettare clienti per strada. Il problema è che una norma del 2008 vietava agli NCC “l’ingaggio per strada” obbligandoli ad iniziare ed esaurire il loro servizio in autorimessa, ma non è chiaro se tale “regola” è ancora in vigore. Il Legislatore, e quindi la politica, per non scontentare nessuno non prende una posizione e non rimette mano una volta per tutte ad una normativa ormai obsoleta. Ma così si scontentano tutti e soprattutto i cittadini.

UBER RISPONDE CON LO SCONTO

La protesta di queste ore ne è la dimostrazione, ma Uber ha risposto “sportivamente”: sconto sulle tariffe del 20% per tutti coloro che utilizzano in servizio durante la giornata di sciopero. E così sono fioccate le prenotazioni, nonché le iscrizioni al servizio anche da parte di chi non lo conosceva. Ironia della sorte? No: è il bello di un mercato potenzialmente più libero. Ma decidere il "quanto" deve essere libero spetta al nostro Governo…