Dal tramonto all’alba, la nostra prova by night del crossover giapponese nel suo habitat: la città

La magia forse non esiste, ma esiste la notte. Ovvero la cornice dei modelli più magici della vita di molti. E che - quando si tratta di guidare - significa anche niente traffico, niente rumore, solo voi e la vostra auto. Ecco cosa ci ha spinto a fare una notte in bianco nella città di Roma con la Mazda CX-3, il nuovo crossover urbano giapponese che ha nel mirino la Fiat 500X, la Jeep Renegade e la MINI Countryman, per citare tre concorrenti cosiddette premium. Come premium è la notte, oltre che glamour, poetica, perché è ispira gli artisti, visto che è come un sipario che cala sulla quotidianità e sullo stress delle nostre giornate. Se poi la città in questione è la capitale d’Italia, con i suoi monumenti e la sua atmosfera, ma anche i suoi colori. Un insieme di ingredienti speciali, insomma, per una nuova prova speciale di OmniAuto.it, in cui testiamo le auto in maniera diversa, per raccontarvi qualcosa in più di una “semplice” recensione.


E’ come appare


Come la Mazda2, anche la CX-3 punta decisamente sul look esterno, che sembra sposarsi alla perfezione con certe architetture che abbiamo incontrato nel nostro tour notturno. La parte posteriore, in particolare, è quella con più spunti in termini di design, soprattutto perché è leggera e “raccolta”, ma è forse il frontale ad attirare di più l’attenzione: tagliente, moderno, è davvero riuscito. Questo si riflette anche nella visibilità posteriore, proprio perché i vetri non sono enormi, ma questo non ci ha impedito di stupirci nel guardare la cupola di San Pietro ingrandirsi quando ci siamo allontanati da Via Piccolomini, una dei punti più suggestivi della “città eterna”, ma di certo meno famosi di un monumento come il Colosseo. Sullo stesso livello il bagagliaio, non il più grande della categoria ma in linea con le concorrenti più stilose.


Un gioco di luci


In un’atmosfera così soft come quella della notte, poi, ci siamo fatti coccolare un po’ dagli interni, ben studiato come layout e ben rifinito, con al centro il sistema d’infotainment a illuminare l’abitacolo e subito accanto la strumentazione sportiva, con un’illuminazione molto suggestiva. Ma con la luce abbiamo “giocato” anche fuori, mettendo alla prova nel buio della città che dormiva i fari full LED della CX-3, gli abbaglianti automatici per poter puntare lo sguardo lontano, sfruttando anche il cruise control adattivo.


Quanto pesa la leggerezza


E il motore? Già, per il nuovo turbodiesel Skyactiv 1.5 da 105 CV un test sulle strade deserte della notte è perfetto per sperimentare l’aspetto che forse ci ha colpito di più: l’allungo. Si arriva tranquillamente sopra i 5.000 giri senza ruvidità, roba da motori a benzina: merito del bassissimo rapporto di compressione (da record per un motore a gasolio di serie). E a quel punto si comincia a giocare con la splendida manovrabilità del cambio e ad apprezzare la leggerezza complessiva della CX-3, che arriva ad essere più leggera di 100-200 kg rispetto alle concorrenti. Sia come prestazioni che come comportamento dinamico in curva. Il tutto, per un prezzo di circa 25.000 per una versione accessoriata, se volete anche un po’chic. O speciale, come un giro in città di notte guidando un’automobile.


[Foto: Fausto Favetta]

Mazda CX-3, l'abbiamo provata a Roma "in una notte" [VIDEO]

Foto di: Giuliano Daniele