L’ultima Alfa di serie a trazione posteriore veniva presentata tre decenni fa. Che cosa ha in comune con l’ultima nata?

Ancora qualche ora e la nuova Alfa Romeo Giulia sarà realtà. L'auto della riscossa, l'inizio di una nuova storia per il marchio del Biscione, che dovrà tornare a far parlare di sé anche fuori dall'Italia e, soprattutto a fare numeri. Vendite e profitti che consentano la sua stessa sopravvivenza, unitamente a quella degli stabilimenti italiani che saranno incaricati di produrre i nuovi modelli per esportarli poi in tutto il mondo. L'obiettivo 2018 parla di 400.000 unità vendute ogni anno e considerando le nemmeno 70.000 consegnate nel 2014 è evidente che c'è bisogno di nuovi modelli. Tra poche ore arriverà il primo, a trenta anni, un mese e sette giorni dalla presentazione dell'ultima Alfa Romeo a trazione posteriore della storia (8C e 4C escluse), un era geologica che ha visto la concorrenza prendere il volo e il Gruppo Fiat inanellare una serie di errori che peggio non si poteva.


Trenta anni


Ebbene si, sono passati tre decenni dalla nascita della 75. Chi all'epoca gattonava, oggi magari è diventato genitore. Dopo tantissimo tempo a Torino hanno capito che per avere un'Alfa vera bisogna rispettare la tradizione, ché il marchio ha un suo carattere forte, una personalità definita e una storia importante. Per cui ecco che la nuova Giulia diventa la prima vera discendente della 75, come se questi trenta anni non fossero mai passati. Ovviamente ci vuole una certa fantasia per calarsi in questa realtà “parallela”, ma in realtà di analogia ce n'è più di una. La trazione posteriore, abbiamo detto, e di conseguenza il propulsore longitudinale.


Un po' di 75


I motori? A 4 cilindri in linea e V6, oggi proprio come allora, con l'aggiunta di un bel turbodiesel (o forse due). Il cambio transaxle? Bè quello probabilmente no, sulla Giulia sarà davanti e anche dietro al posto del ponte DeDion ci sarà facilmente un bel multi-link. E i quadrilateri anteriori? Quelli chissà…ma sicuramente non ci saranno elementi elastici a barra di torsione al posto delle molle. Infine, un'ultima caratteristica accomuna la 75 e la Giulia, l'esportazione negli Sati Uniti, anche se la nuova Alfa Romeo non avrà bisogno di cambiare nome e di diventare “Milano”. A questo punto manca davvero poco per conoscere la nuova Giulia, continuate a seguirci con l'hashtag #alfacicrediamo e…appuntamento alle ore 17.


 

Alfa 75