Con sei diversi motori, trazione anteriore o 4x4 e cambio automatico 9 marce il SUV prodotto a Melfi non ha quasi concorrenti

La Jeep Renegade presentata all’ultimo Salone di Ginevra ha suscitato reazioni contrastanti, dividendo il pubblico degli appassionati fra coloro che ne apprezzano la tecnica offroad e lo stile molto americano e quelli che invece non riescono proprio a “digerirne” il design. Per quanto soggettivo possa essere l’aspetto estetico è opinione di molti che, vista dal vero, la compatta Renegade appaia perfettamente in linea con lo spirito e il look classico delle Jeep, per certi versi più simile ad un fuoristrada specialistico che ad un SUV. Per questa sua unicità stilistica la Jeep Renegade sembra avere come rivale solo la Suzuki Jimny, ma in realtà neppure la piccola offroad giapponese finisce per somigliarle. Ma vediamo in che modo la Jeep prodotta a Melfi (PZ) esce dal coro delle concorrenti B-SUV e come le sue peculiarità la rendono davvero unica sul mercato, almeno fino alla presentazione della sorellina Fiat 500X. IL CONFRONTO E’ DIFFICILE Le prime SUV/crossover che vengono in mente guardando la Jeep Renegade sono soprattutto Opel Mokka, Ford EcoSport, Nissan Juke, Peugeot 2008, Renault Captur, Kia Soul e MINI Countryman. Da questo primo elenco di concorrenti occorre però escludere le due francesi, la Kia e la Ford, tutte prive di trazione integrale, mentre la Countryman appartiene più al segmento “premium urbano” che a quello dei SUV duri e puri come la Renegade. Le uniche “superstiti” sono la Juke e la Mokka, che con il loro successo di vendite conferma l’apprezzamento del pubblico per questa tipologia di vetture. Un paragone più calzante può invece essere fatto con la Dacia Duster, altrettanto votata alle strade difficili, ma con finiture “low cost” di livello inferiore, oppure con la Volkswagen Tiguan, di segmento superiore, ma come la Renegade offerta con una buona scelta di motorizzazioni. HA LA GAMMA PIU’ RICCA Tenuto conto che la Jeep Renegade è l’unica B-SUV del mercato a vantare ben sei diversi propulsori, quattro Multiair a benzina e due Multijet II, la lista delle rivali si restringe ulteriormente. Nessuno infatti si propone al pubblico con motori 1.4, 1.6 e 2.4 benzina, 1.6 e 2.0 diesel, trazione anteriore o integrale, cambio manuale a 5 o 6 marce, automatico doppia frizione o automatico a 9 rapporti. Una gamma così completa e articolata si completa poi con la Renegade Trailhawk 4x4, dotata di Selec-Terrain con funzione "Rock", hill-discent control di serie, assetto rialzato di 20 mm con sospensioni reattive FSD Koni e un look da fuoristrada vero. A questo punto ci permettiamo di segnalare un’ultima SUV che può essere avvicinata per caratteristiche tecniche alla Renegade, anche se appartenente ad un segmento superiore e ad una generazione precedente: è la Suzuki Gran Vitara 5 porte, egualmente a proprio agio su asfalto e su sterrato, 4x4 e anche con motore 2.4 benzina e cambio automatico, ma le analogie finiscono qui. Per tutti i motivi citati possiamo concludere che, a modo suo, la Jeep Renegade è proprio unica.

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Foto di: Eleonora Lilli