Quante parole su questa nuova auto italiana. Ora basta, però, perché l’abbiamo vista e toccata davvero

Quanto se n’è parlato… quanto l’abbiamo aspettata, quest’Alfa a trazione posteriore, quest’Alfa che “deve” battere le tedesche e chi più ne ha più ne metta. Ed eccola qui finalmente, l’Alfa Romeo Giulia che tanti aspettavano. Certo, abbiamo avuto un assaggio di un’Alfa “tutto dietro” con la sportiva 4C, ma questa è un’altra storia. O meglio, l’inizio di una nuova storia, una storia di nuove macchine che davvero possano essere comprate “senza se e senza ma” da tutti quei clienti che finora non hanno trovato alternative ad una BMW Serie 3 o ad una Mercedes Classe C. Noi abbiamo appena finito il video dove l’abbiamo toccata, guardata da tutte le parti, infilando il muso sotto la carrozzeria e appiccicando la faccia ai vetri per capire come sono fatti gli interni: guardatelo e giudicate anche voi l’Alfa Giulia. Nel frattempo, qui proviamo a riassumervi in parole l’effetto che fa incontrarla per la prima volta in un evento esclusivo e speciale, di cui trovate il racconto minuto per minuto in questa diretta Twitter. E se volete conoscere tutto quello che si sa su quest’auto, potete leggere la scheda che abbiamo dedicato alla Giulia, con tutti gli articoli correlati che parlano di lei, le foto e i video.


Che impressione fa


Così, di pancia, la prima cosa su cui si inizia a ragionare sono le dimensioni, perché più ci si avvicina più la macchina sembra compatta. Certo, questa è la versione Quadrifoglio Verde - la più cattiva, con 510 CV - quindi è un po’ tutta gonfiata, allargata, abbassata. Ma le forme di base non sono stravolte. Lateralmente ha un qualche sapore di BMW Serie 3, dietro fa pensare alla Maserati Ghibli e davanti… beh, è proprio cattiva. I cerchi di questa variante sportiva sono grandi, da 19 pollici, e su queste spalle parte poi una fiancata piuttosto asciutta, scavata ma con molte rotondità, fino ad arrivare ad una coda che l’aggettivo levigata riassume bene. Senza dimenticare i quattro “cannoni” che ha come terminali di scarico.


All’interno è così


Dentro non siamo potuti salire, purtroppo, ma dell’impostazione dell’abitacolo possiamo parlare in base a quello che si vede dai finestrini chiusi. E qui, forse, si gioca gran parte del successo della Giulia, perché “la gente” non dubita che l’Alfa sappia fare macchine che piacciano per l’estetica o la meccanica, ma la cosa più difficile probabilmente è fare meglio delle tedesche soprattutto come interni. E qualità percepita. Valuteremo la seconda in futuro, mentre del layout possiamo dire che la forma a onda della plancia promette bene, così come lo schermo dell’infotainment al centro, da cui parte una fascia rifinita (se abbiamo interpretato bene quello che hanno intravisto i nostri occhi) nello stesso materiale che del tunnel in mezzo ai sedili, della zona superiore delle porte e della parte inferiore interna del volante. Già, proprio il volante prende un po’ in prestito la filosofia delle Ferrari stradali, con un dei rotori per richiamare le funzioni dell’infotainment e del sistema DNA, che ha anche un rotore al centro (dietro alla leva del cambio) ed è affiancato da un secondo selettore, quello dello Chassis Domain Control, un altro dispositivo di controllo delle modalità di guida.


Beh, allora? Che ve ne pare? Diteci se vi piace, a chi somiglia secondo voi e cosa vorreste ancora sapere di questa nuova Alfa Romeo Giulia.

Alfa Romeo Giulia, che effetto fa vederla dal vivo [VIDEO]

Foto di: Giuliano Daniele