Allarme inquinamento in Cina, anche per le auto a zero emissioni: produzione degli accumulatori bloccata per "grafite pericolosa"

Stop alla produzione di batterie per le auto elettriche in Cina. Il motivo? La loro produzione, volta totalmente alle macchine a zero emissioni è, in realtà, una delle cause principali d’inquinamento in terra cinese. Un paradosso che viene confermato dai dati sull’uso sproporzionato della grafite se consideriamo che ogni macchina elettrica ha bisogno di circa 50 chili di grafite, che scendono a 10 nel caso delle ibride. Il materiale in questione, che viene estratto dalle miniere e messo in lavorazione nello Stato orientale con il più alto livello di inquinamento dell’aria, dell’acqua e delle coltivazioni, sarebbe la causa principale dell’alto tasso di inquinamento cinese.

Come sempre, c’è anche chi sta prendendo in considerazione l’altro lato della medaglia. L’Australia, uno dei paesi più incontaminati al mondo, vede spalancarsi una miniera d’oro e nuove prospettive economiche. Infatti, visto il crescente aumento della richiesta di auto elettriche o, in ogni caso, ibride, lo Stato oceanico ha riaperto la miniera di grafite di Uley, che era stata chiusa negli anni ’80 a causa della concorrenza cinese. Le previsioni sembrerebbero favorevoli a questa scelta, viste le stime dell’analista Cosmin Laslau, che prevede un aumento del 52% sul mercato e un giro d’affari di 41 miliardi di dollari entro il 2018.

Auto elettriche, in mancanza di incentivi si fanno sconti

Foto di: Giuliano Daniele