La finanza, poco incline ai sentimentalismi, esprime qualche dubbio sul piano Alfa

L'entusiasmo nato attorno alla nuova Alfa Romeo Giulia non si respirava da un po' di tempo, in Italia e fuori dai nostri confini, in campo automobilistico e non solo. Tuttavia, metabolizzate le emozioni, analizzato il design e quel che finora si sa sulla tecnologia, è il momento di andare a vedere cosa ne pensano gli esperti di economia, quelli per cui le automobili non accendono la passione ma sono soltanto prodotti industriali come altri. Da analizzare da un punto di vista più freddo e disincantato, ma che interessa di più Marchionne come ogni altro top manager dell'auto. E le notizie non sono del tutto positive per FCA. Leggete cosa ha affermato Max Warburton della Sanford C. Bernstein: "Tutti amiamo il passato dell'Alfa Romeo, ma non siamo convinti della validità dei piani per il suo futuro".


E aggiunge: "Per tornare a essere un player premium credibile Alfa Romeo deve praticamente ripartire da zero e Audi, per completare questo processo, ha impiegato vent'anni". Warburton è andato ancor più nel dettaglio: "L'obiettivo di vendere 130.000 Alfa Romeo negli Stati Uniti entro il 2018 - sulle 400.000 di target totale - è assai arduo, con tre modelli in programma (dopo la Giulia sono attese altre due novità, di cui un SUV): Audi vende circa 180.000 vetture con una gamma di 20 modelli, per esempio". George Galliers di Evercore ISI ha affermato che brand come Alfa Romeo attirano tantissimi clienti all'inizio di un'operazione di rilancio, ma poi tendono a plafonarsi e a non crescere più così velocemente. Nelle sue previsioni, se va bene Alfa Romeo arriverà a 330.000 auto in totale; comunque di più delle 216.000 che indicano le previsioni della società di consulenza automotive IHS.

Alfa Romeo Giulia, che effetto fa vederla dal vivo [VIDEO]

Foto di: Giuliano Daniele