Sensori e telecamere aiutano a parcheggiare, ma il massimo lo danno i sistemi con visuale aerea a 360°. Ecco la nostra prova

Con le tecnologie - piccole e grandi - abbiamo a che fare tutti i giorni. E quindi, spesso, non facciamo più caso alle tante comodità che ci circondano e che ci semplificano la vita. Anche nelle nostre automobili, ovviamente. Pensate ad esempio a come il servosterzo abbia migliorato l'utilizzo quotidiano delle auto nel traffico, o come il climatizzatore abbia reso più comodo ogni viaggio. Ci sono poi dispositivi che hanno anche influenzato il design esterno dei veicoli, come le telecamere e i sensori di parcheggio, che permettono di avere macchine con vetri più piccoli e linee di cintura alte perché la riduzione della visibilità in manovra è compensata appunto da questo tipo di ausilii alla guida. 


Parliamo dell'Around View Monitor


Per facilitare al massimo ogni parcheggio la soluzione più completa è quella di montare più telecamere in vari punti della carrozzeria (in combinazione con sensori di distanza) e combinare le diverse immagini per fornire a chi guida una panoramica di tutti gli ostacoli che circondano l'auto durante le manovre. Per approfondire il funzionamento di questo tipo di sistemi nel video abbiamo scelto la tecnologia Around View Monitor di Nissan, perché ha "moltiplicato" le telecamere (che di solito si trovano solo su vetture costose) anche su modelli di larga diffusione. 


Come funziona


Tutto parte dalla possibilità di avere piccole telecamere con un campo di visione piuttosto ampio. L'importanza di avere questi requisiti su dispositivi industrializzabili in grandi volumi si capisce bene pensando al tipo di immagini che si riescono a realizzare con le moderne action camera, come le GoPro. O anche con le camere montate sugli smartphone, che sono leggere, robuste e permettono di realizzare video senza ottiche e grandangoli particolari. Su queste basi, l'architettura scelta da Nissan prevede una telecamera anteriore (montata al centro della calandra), una sotto ciascuno specchietto retrovisore e una dietro, messa sopra la targa. Le quattro immagini vengono poi gestite da una centralina elettronica e affiancate per produrre - con l'aiuto di una grafica sullo schermo dell'infotainment - una visione dall'alto, in pianta, della macchina mentre sta compiendo una manovra di parcheggio. Con un tasto sulla plancia, inoltre, si può cambiare inquadratura, per esempio per evitare di toccare il marciapiede con una ruota. Inserendo la retromarcia si attiva automaticamente l'inquadratura posteriore e mettendo la prima (o il cambio in posizione D nel caso degli automatici) viene visualizzata la telecamera anteriore.


A chi conviene


Le telecamere e i sensori di parcheggio sono disponibili su tanti modelli, anche sulle citycar, che sono poi le auto dove questi dispositivi servono di più, considerando quante volte si parcheggia con questo tipo di macchine. L'altra categoria di veicoli su cui una tecnologia così fa la differenza sono le auto grandi, con la coda alta e un rapporto tra finestrini e superfici "piene" sfavorevole alla visibilità (pensate ad esempio alle sportive). Il non plus ultra, come abbiamo visto, sono i sistemi che forniscono l'immagine dell'auto a 360° dall'alto, perché danno una migliore percezione degli ostacoli che ci sono attorno alla macchina durante le manovre. A seconda della frequenza con cui di solito dovete eseguire un parcheggio e in base alla tipologia e alle dimensioni dell'auto, dunque, potete considerare come soldi ben spesi quelli richiesti per questo tipo di optional. I prezzi sono molto variabili (da 300 a oltre 1.000 euro) perchè sempre più spesso questo tipo di accessorio è inserito in pacchetti di equipaggiamenti (o allestimenti) che includono più tecnologie. E comunque tutto dipende dal livello di sofisticazione del dispositivo.

Telecamera di retromarcia a 360° #comefunziona