Riprende elementi del concept Monza e monta il nuovo turbo benzina da 1.5 litri

Ammiraglia di professione, la nuova Opel Insignia Grand Sport ha un mandato chiaro: dimostrare che il meglio (dall'head-up display ai sistemi di assistenza alla guida e via elencando) si può avere anche a prezzi accessibili, naturalmente rispetto ai contenuti. A Rüsselsheim non nascondono che l'obiettivo è quello di sfilare clienti anche ai rivali premium, naturalmente tedeschi. Con un design convincente e dotazioni interessanti, non è affatto escluso che ci possa riuscire. Soprattutto perché in Italia Opel, ha addirittura scelto di limarne il listino pur avendone arricchito l'equipaggiamento.


Com'è


C'è Monza su Insignia. No, non sono impazzito. È solo un richiamo ad alcuni elementi stilistici trasferiti dal concept esibito nel 2013 e ripresi (con ottimi risultati) sull'aggiornata cinque porte (la quattro porte esce dalla gamma). Che è più filante anche grazie alla nuova architettura ed alla riduzione dell'altezza complessiva di quasi 3 centimetri. Con un coefficiente di 0,26 vanta uno dei migliori indici aerodinamici del segmento. E malgrado il profilo un po' coupé lo spazio per la testa non manca: davanti no di sicuro, anche perché la seduta è estremamente bassa, ma nemmeno dietro. La Grand Sport è lunga 4,897 metri (4,986 la Sports Tourer, cioè la familiare), ha un bagagliaio che oscilla tra i 490 ed i 1.450 litri (la wagon arriva a 1.665, ovvero 130 più di prima). Con Insignia, pur rinunciando ad un posizionamento premium, Opel conferma ciò che aveva già fatto lanciando la prima generazione e cioè offrire a costi più contenuti quello che solitamente si paga a caro prezzo su altri brand: non meno del 30% di differenza. Le funzionalità del servizio di connettività e di assistenza personale OnStar sono state estese ed il sistema di infotainment Intellilink assicura sempre l'integrazione con Apple CarPlay e Android Auto. Sono disponibili il parabrezza riscaldato, i sedili ergonomici contro il mal di schiena e, per la prima volta, anche i sedili esterni posteriori riscaldabili.


Come va


La novità della gamma è il nuovo motore turbo benzina da 1.5 litri (prima erano 1.6). L'unità viene fabbricata in Ungheria ed è quella grazie alla quale Opel può dichiarare il massimo della riduzione di peso: 175 chilogrammi (200 sulla Sports Tourer). È un quattro cilindri da 165 CV (ne esiste anche una declinazione da 140, ma che non arriva in Italia) e 250 Nm di coppia non "esplosivo", ma sorprendentemente vivace, in grado di spingere tranquillamente un'auto da oltre 1.400 chilogrammi (passeggeri e bagagli esclusi) attorno ai 190 chilometri orari senza fatica. Soprattutto per chi ragiona su un utilizzo molto urbano è un'alternativa interessante (ed efficiente) alle unità diesel. Più slanciata nelle linee, la nuova Insignia è più "sportiva" su strada, anche grazie al migliorato telaio adattativo flex-ride con tre modalità di guida (Standard, Sport e Tour). La seduta bassa mi avvicina all'asfalto, ma sono sorpreso di come io possa quasi solo bisbigliare per farmi sentire anche ad andature sostenute. In curva possono permettermi una guida almeno disinvolta con uno sterzo dalla risposta precisa messo a punto lungo nell'Inferno Verde del Nürburgring che ricambia le ambizioni più "dinamiche" della nuova impostazione del modello. Che, quando è abbinato alla trazione integrale (cioè con il 2.0 litri biturbo benzina da 260 CV con la nuova trasmissione automatica a 8 marce o con il turbo diesel da 2.0 litri da 170 CV e cambio manuale a 6 rapporti), integra un più sofisticato Torque Vectoring senza differenziale posteriore, ma con due frizioni che limita l'intervento dei freni e migliora il comportamento in curva.


Curiosità


Opel diventa "à la carte". Nel senso che Insignia beneficerà del nuovo programma Exclusive che consente di personalizzare l'auto anche nelle tinte. Oltre che nei cerchi, proposti in quattro nuove varianti tra i 18 ed i 20 pollici, e nelle finiture. A partire dall'estate i clienti potranno ordinare un'auto dalla tonalità specifica, una soluzione intrigante anche per le imprese, ma anche per quei privati che abbiano ricordi particolari legati ad una determinata tinta. Tra le opzioni già previste ci sono diversi tipi di verniciatura, mentre in futuro sono stati ipotizzati nuovi accessori in pelle e particolari distintivi. Per trasformare Insignia nella propria Insignia.


Quanto costa


Una cifra su tutte: l'entry level italiano della seconda generazione di Opel Insignia (Advance con motore Cdti da 110 CV e cambio manuale) costa 650 euro in meno rispetto al modello attuale. La riduzione arriva a 850 euro (33.050 anziché 33.900) per la versione Innovation con il medesimo propulsore, ma da 136 CV. Il sistema Opel Eye entra a far parte dell'equipaggiamento di serie, che include anche le luci a Led diurne ed i fari a Led posteriori, il sistema Intellilink R 4.0, il freno di stazionamento elettrico e il keyless. Per la Sports Tourer servono 1.000 euro in più. Il Costruttore sceglie di valorizzare le nuove unità a benzina. Della gamma italiana oltre al citato 1.5 litri fa parte anche il 2.0 litri da 260 CV abbinato a trasmissione automatica e trazione integrale. A richiesta si possono avere i fari IntelliLux a Led a matrice (32 segmenti, il doppio di quelli di Astra) di prossima generazione che adattano il fascio di luce ad ogni situazione ed i cui abbaglianti hanno una "portata" che raggiunge i 400 metri.


Scheda


Motorizzazione provata: 1.5 turbo benzina
Quando arriva: già ordinabile
Quanto costa: da 30.300 euro
Quanti CV ha: 165
Quanto consuma: (ciclo combinato) 6,0 l/100 km (6,1 con il cambio automatico)
Quanta CO2 emette: 136 g/km
0-100 km/h: 9,6 secondi
Garanzia: 2 anni

Nuova Opel Insignia Grand Sport, professione ammiraglia