Gli eccessi della berlina Quadrifoglio vengono stemperati e aumenta l'eleganza

Via gli spoiler, attivi e non, le minigonne, i codolini e i cerchi "mostruosi"; ridotte le prese d'aria (mantenute quelle laterali) e le misure degli pneumatici; ecco la nuova Alfa Romeo Giulia, nella versione pensata per i comuni mortali, quella che non si fregia della denominazione Quadrifoglio e non supera i 500 CV. Ci vorrà ancora un po' per vederla dal vero, forse al prossimo Salone di Detroit o magari a quello di Ginevra, ma non certo a Francoforte. Lì conosceremo solo le caratteristiche tecniche complete della prossima rivale della BMW M3 e della Mercedes C 63 AMG e potremo osservare bene gli interni. La Giulia "liscia" si farà attendere ancora un po' e così abbiamo provato ad immaginarla, arrivando al risultato che vedete in questo rendering esclusivo, presentato in una colorazione standard per il segmento D, cioè quel grigio-argento che rende tutto più elegante, ma anche più banale. Non è però il caso della Alfa Giulia che così ci guadagna, perdendo un po' di quell'aggressività quasi eccessiva della Quadrifoglio, ma non scade assolutamente nella banalità.


Un anno di attesa


L'happening di Arese – definirlo evento è riduttivo considerando la folla di alfisti da tutta Europa radunatasi fuori dai cancelli – è stato solo l'inizio di un nuovo capitolo nella storia dell'Alfa Romeo. Una rinascita che dovrà scaturire da un'auto pensata per essere venduta globalmente, con uno stile molto "digeribile" e per nulla estremo, proprio perché dovrà piacere tanto agli americani quanto agli europei. Per vederla su strada tuttavia ci vorrà ancora del tempo, visto che la presentazione delle Giulia non Quadrifoglio è stata indicata per il primo trimestre del 2016. Insomma, il giorno che si potranno mettere in moto i nuovi propulsori Alfa Romeo, sarà probabilmente passato quasi un anno dal 24 giugno appena trascorso. Del resto, per organizzare una grande operazione come quella del rilancio del Biscione ci vuole molto lavoro e meno male che c'è la 4C a tenere alto il livello dei "sogni" nei confronti del marchio.


Un sogno chiamato Alfa


Purtroppo, però, visto il dilatarsi dei tempi, sarà difficile centrare l'obiettivo delle 400.000 auto l'anno entro il 2018, considerando che servirebbero almeno altri due modelli a regime per raggiungerlo. Ad ogni modo, sognare non costa nulla, quindi fino alla sera prima dell'apertura del Salone di Francoforte, tutti gli alfisti culleranno la speranza di vedere già in Germania la Giulia "per tutti", magari con i primi esemplari consegnati a inizio anno nuovo. Ma tra quali motori si potrà scegliere? Ovviamente anche qui non ci sono informazioni ufficiali – come non ce ne sono su praticamente nulla, inclusa la lunghezza della vettura, intorno ai 4,7 metri – tuttavia si possono ipotizzare un motore turbo benzina di accesso da 2 litri, declinato in una forbice di potenza tra 180 e 330 CV e un corrispondente diesel, da 2.2 litri e con un range da 135 a 210 CV. Infine, il 3.0 turbodiesel 6 cilindri da circa 340 CV, ovvero una versione evoluta di quello montato sotto il cofano delle Maserati Ghibli diesel.



Alfa Romeo Giulia, la nostra sintesi del 24 giugno




Sarà "Rinascimento Alfa Romeo"? Il top management FCA non ha dubbi e ha promesso faville durante la presentazione della nuova Giulia ad Arese. Hanno parlato Harald Wester, Philippe Krief, Lorenzo Ramaciotti, Sergio Marchionne. In questo video abbiamo riassunto i passaggi salienti della conferenza. Compreso il gran finale che ha visto Andrea Bocelli dedicare un "Nessun dorma" alla nuova berlina del Biscione.

Alfa Romeo Giulia, come sarà la versione "normale"

Foto di: Alessandro Vai