Gli ordini di Marchionne e i tempi record per sviluppare la nuova berlina. Parla Philippe Krief, capo del progetto

"Dovete realizzarla in due anni e due mesi al massimo!" Queste sono le parole che ha usato Sergio Marchionne quando nel 2013 ha telefonato a Philippe Krief, responsabile del progetto nuova Alfa Romeo Giulia, per spronare lui e la sua squadra di dieci ingegneri (la cosiddetta "Skunk Works") a sviluppare la berlina del rilancio del Biscione. L'intento del manager italo canadese è sempre stato quello di accelerare sui tempi di progettazione e realizzazione della nuova Giulia, un po' per recuperare il tempo perso nelle fasi iniziali di definizione, un po' per dimostrare che gli uomini migliori di FCA possono fare l'impossibile: creare una piattaforma e un'auto totalmente nuove "in meno di due anni e mezzo quando gli standard industriali parlano di quattro o cinque anni".


In un'intervista rilasciata agli inglesi di Car l'ingegnere francese con un passato in Ferrari parla anche dell'esperienza vissuta nel covo della Skunk Works, il capannone di via Cavazza a Modena che è riuscito a mantenere il massimo riserbo fino al 24 giugno scorso sul "Progetto 952" e sul nuovo pianale "Giorgio" che fa da base alla Giulia e al nuovo SUV medio in arrivo a inizio 2017. Secondo Kreif l'isolamento forzato e il lavoro di squadra volto ad analizzare e risolvere rapidamente i problemi ha dato i suoi frutti. Anche questa modalità di sviluppo della Giulia è frutto di un ordine arrivato a Krief un paio d'anni fa dall'alto, ovvero sempre da Marchionne: "Devi creare la nuova Alfa, ma facendo qualcosa di diverso dal solito. Crea una squadra, trova il posto adatto e pensa solo a questo."



Alfa Romeo Giulia | Il video su commenti e discussioni




L'Alfa Romeo Giulia è una macchina che fa discutere un po' tutti. Ecco perché ne riparliamo dopo averla rivista, per dire la nostra.

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Foto di: Giuliano Daniele