Addio propositi ambientalisti, largo a un V8 supercharged di origine Corvette ZR1 da 638 CV

Se la vicenda Fisker si fosse consumata qui, parleremmo di furbata all'italiana, per usare un eufemismo. 2013: Henrik Fisker lascia l'omonima azienda da lui fondata poco prima della bancarotta. Adesso, tre anni dopo al NAIAS di Detroit, ancora lui, Henrik Fisker è protagonista in prima linea nella VLF Automotive. Azienda che, guarda caso, commercializza una "coupé a quattro porte" che è esattamente una Fisker Karma, con la "piccola" differenza che a muovere la vettura c'è ora un classicissimo V8 con compressore volumetrico da 638 CV al posto del modulo elettrico range extender.


Se il marchio passa da Fisker a VLF Automotive, il nome dell'auto passa da Karma a Destino. Come detto, è però sotto il cofano che si trova la più grande differenza. Insieme al motore elettrico è sparito anche qualsiasi riferimento alla sostenibilità, rimpiazzata da un'enfasi (comprensibile) sulle prestazioni: 320 km/h di velocità di punta, 4 secondi circa nello scatto da 0 a 100 km/h e adrenalina a fiumi, grazie alla trazione posteriore. Il tutto, mentre la Fisker Karma elettrica range extender originale potrebbe avere una seconda vita: la cinese Wanxiang ha infatti rilevato i "resti" della bancarotta dell'azienda con l'obiettivo di riavviarne la produzione nel sud della California. La VLF Destino verrà invece assemblata ad Auburn Hills, Michigan, nella Detroit capitale dell'automobile.

Fotogallery: VLF Destino, la "rediviva" Fisker Karma