Il boss di Alfa North America parla di futuro e strategia. Ferrari e Maserati sono i punti di riferimento

Che l’Alfa Romeo sia pronta per ritornare sul mercato americano in grade stile è cosa nota. Dopo lo sbarco della 4C, berlinetta e Spider, che ha creato aspettative, portato l’attenzione sul marchio del Biscione e riacceso una fiammella di passione tra gli automobilisti degli Stati Uniti, ora sta per arrivare il momento di fare sul serio. L’assalto ai dealer e lo stop alle prenotazioni della 4C dimostra che l’Alfa Romeo è più viva che mai, ma per fare volumi servono altri tipi di auto, come la Giulia per esempio. Reid Bigland è l’uomo che avrà il compito di dirigere questo grande ritorno, il boss di Alfa Romeo North America, uno di cui Sergio Marchionne dice: “E' meglio che non facciate casino con questo ragazzone”. In effetti, a guardarlo proprio non ne viene voglia, visto che nonostante i suoi 48 anni il fisico è ancora quello di quando giocava a hockey su ghiaccio in Canada. Il Detroit News lo ha intervistato, cercando di scoprire chi è l’ex-capo di Dodge e di Ram Trucks, l’uomo di cui Marchionne si fida per ridare lustro all’Alfa Romeo. Ecco le domande e le risposte più interessanti:

D: Quale è stata la tua prima auto?
Bigland: "Una Chevrolet Impala del 1979, mi sembrava molto bella all’epoca. Ma un bel giorno il pianale ha iniziato ad arrugginirsi e potevi vedere la strada scorrere sotto di te".

D: Ai canadesi piacciono le muscle car di Detroit?
Bigland: "Senza dubbio! Da ragazzo amavo le Corvette, ora mi fanno impazzire le nostre Hellcat da 707 cavalli. Chi vuole guidarne una? Sicuramente io!".

D: Che cosa hai in garage?
Bigland: "Una Jeep Grand Cherokee, una Jeep Wrangler e una Dodge Charger Hellcat ovviamente".

D: Che cosa ti piace di più del Gruppo FCA?
Bigland: "Lavorare per Marchionne è un onore, ho imparato tantissimo negli ultimi sei anni accanto a lui. Sono una persona competitiva, in ogni cosa e in USA le nostre vendite crescono da 62 mesi di fila, mentre in Canada siamo i primi sul mercato. Se lo avessi detto nel 2009 mi avreste rinchiuso…".

D: Perché partire dalla 4C per rilanciare Alfa Romeo?
Bigland: "Perché la 4C rappresenta tutto quello che le Alfa migliori sono state in passato e tutto quello che il marchio vuole essere in futuro. È un’auto davvero unica, con il suo layout, il carbonio, l’alluminio e il motore centrale. Ce ne sono solo altre cinque così nel mondo e costano tutte più di un milione di dollari".

D: La 4C, però, è un discorso a sé. L’Alfa in Europa ha venduta anche auto piccole ed economiche. Come farete a farla diventare un marchio di lusso globale?
Bigland: "In 105 anni di storia Alfa è stata tante cose diverse, ma soprattutto ha creato le auto più belle e più performanti. Noi vogliamo farla ritornare quello che era. Stiamo investendo 6 miliardi di dollari per avere i prodotti con le giuste caratteristiche. In Europa abbiamo 'segregato' mille persone che lavorano sotto la guida di due esperti ingegneri Ferrari che non sono stati contaminati dal mercato di massa".

D: State iniziando da zero?
Bigland: "Se vuoi essere un player credibile nel lusso non puoi pescare nel secchio dei componenti comuni, per quanto questi siano ottimi. Devi essere autentico e se dobbiamo sfruttare qualche “parentela” all’interno di FCA lo facciamo solo con Ferrari e Maserati. Il metodo di abbellire auto di massa ha mostrato diverse volte di non funzionare".

La settimana della nuova Alfa Romeo

Foto di: Alessandro Lago