A settembre ripartono i colloqui per la cessione dell'azienda italiana al gruppo indiano

Nonostante un primo tentativo di vendita fallito e la pausa estiva di agosto la Pininfarina non abbandona l'idea di cedere al gruppo indiano Mahindra il 76% della società che è ancora in mano alla Pincar, la holding di famiglia della storica carrozzeria torinese. Già dal prossimo mese di settembre l'azienda italiana riprenderà i contatti con Mahindra per arrivare ad un accordo che soddisfi entrambe le parti, anche se il colosso asiatico ha già fatto sapere di volersi "muovere con molta prudenza per investire in Pininfarina al prezzo più basso possibile".


Pur confidando in una "conclusione positiva del negoziato in corso" il cda di Pininfarina intende però preparare un piano "stand alone" che assicuri la necessaria patrimonializzazione, ovvero un programma industriale e finanziario che riesca a ripianare i debiti che nella prima metà del 2015 ammontano a 52,7 milioni di euro. La storica azienda italiana che ha firmato capolavori dell'automobile come l'Alfa Romeo "Duetto", la Giulietta Sprint, la Ferrari Testarossa, la F40 o la Dino 206 cerca quindi salvare le attività che coinvolgono più di 600 dipendenti. A scongiurare un possibile intralcio alle trattative con Mahindra è nel frattempo arrivata una sentenza della Corte d'appello di Torino che rigetta la richiesta di reintegro in azienda di 900 ex operai Pininfarina trasferiti nel 2009 alla poi fallita De Tomaso.

Pininfarina Ferrari Sergio, finalmente vista dal vivo

Foto di: Adriano Tosi