Non c’è alcun allarme, si tratta di un controllo prima di metterle in vendita

Prima di essere vendute 15.000 Renault dovranno tornare in officina. Non c’è alcun allarme emissioni e a darne notizia è il ministro dell’Ambiente Segolene Royal, che ha incontrato i vertici della casa francese. “Renault si è impegnata a richiamare un certo numero di veicoli, 15mila auto, per verificarli e regolarli correttamente in modo che il sistema di filtraggio funzioni” a tutte le condizioni di temperatura. “I controlli - ha spiegato il ministro - dovranno riguardare le emissioni quando la temperatura ambientale è molto alta o sotto i -17 gradi, perché in quelle condizioni l’impianto di filtraggio degli scarichi non lavora più”. Segolene Royal ha anche tenuto a precisare che Renault non è la sola casa automobilistica ad essere tenuta sotto osservazione dalla speciale Commissione messa in campo dal governo dopo lo scandalo emissioni tedesco. I nomi degli altri brand esaminati non sono stati fatti, ma il ministro francese delle Finanze Michel Sapin ha chiesto un’inchiesta europea.


“Bisogna controllare tutti i costruttori compresi quelli francesi per rassicurare i cittadini”, ha detto, ed anche in Italia, come ha spiegato il ministro dell’Ambiente Graziano Delrio sono in corso accertamenti, di cui però è presto per anticipare qualche esito. Al momento non ci sono dichiarazioni ufficiali da parte di Renault sul richiamo anticipato dalla Royal, ma è sicuramente solo questione di tempo (qui la nota ufficiale dopo il crollo in Borsa). Intanto la casa francese ha annunciato per le prossime settimane un piano per ridurre i gas di scarico dei suoi veicoli diesel in condizioni di guida reali. Il piano “è in corso di realizzazione", ha detto il direttore commerciale del gruppo, Thierry Koskas, aggiungendo: “Renault non ha commesso trucchi e rispetta le norme sulle emissioni: desidero riaffernmarlo con forza, non abbiamo utilizzato né software né altri metodi".