Il pilota britannico è deceduto a due giorni da un incredibile incidente di gara

Dopo due giorni di coma profondo Justin Wilson ha mollato. Il pilota britannico, conosciuto in Italia per aver gareggiato a bordo delle monoposto Minardi e Jaguar nel 2003 in Formula 1, è morto in seguito ad un grave incidente avvenuto nel corso della gara di Formula Indy di Pocono, in Pennsylvania, in cui gareggiava con il team Andretti Autosport. A stroncare il trentasettenne sono stati i detriti lanciati in aria dalla vettura di Sage Karam, finito contro un muro di protezione poco davanti a Wilson, colpito al casco dai residui del musetto dell'auto. Le ferite alla testa che lo hanno reso incoscente hanno fatto il resto: il pilota è andato a sbattere contro le protezioni laterali presenti in pista in uno scontro rivelatosi fatale.


A poco sono serviti gli sforzi dei medici del Cedar Crest dove Wilson è stato trasportato in elicottero immediatamente dopo il tragico evento. L'auto, ridotta ad un rottame, è stata sollevata da una gru prima che il corpo del pilota, in coma ma ancora in vita, potesse essere estratto e portato in ospedale. Un incidente a cui Wilson non è riuscito a sopravvivere, ma ultimo di una serie iniziata nel 2011 che non aveva mai fatto pensare al pilota di abbandonare il mondo delle corse: "Nel mio mestiere si corrono dei rischi - aveva dichiarato -. Ma fa parte del gioco e io ne sono consapevole".