In Senato, le compagnie in difesa dei propri interessi

Lobby delle assicurazioni scatenate al Senato, dove si discute il Disegno legge Concorrenza, che può cambiare la Rca. Anzitutto, vogliono il risarcimento in forma specifica (per indirizzare i danneggiati verso i carrozzieri convenzionati) e l’abolizione della cessione di credito (per impedire che il danneggiato possa essere difeso dal carrozziere indipendente, qui il Disegno legge concorrenza). Inoltre, le compagnie mirano a proteggere una norma che le tutela, tagliando i risarcimenti: l’accertamento strumentale per la lesione fisica lieve. Parliamo soprattutto della radiografia per il colpo di frusta. La norma, un vero e proprio regalo alle assicurazioni, venne introdotta dal Governo Monti del 2012: s’impedisce di farsi visitare da un medico specialista, il quale può individuare lesioni che non emergono dagli accertamenti strumentali. Senza considerare le conseguenze a livello psicologico derivante da un sinistro. Adesso, al Senato, ci sono emendamenti legittimi e condivisibili (presentati da M5S, FI e Sel) per abolire l’obbligo di accertamento strumentale dei colpi di frusta.


L’Ania s’impunta


A far la voce grossa è l’Ania (Associazione delle assicurazioni): “La norma del 2012 ha permesso una diminuzione dei danni fisici lievi da 580.000 del 2011 a 370.000 nel 2014, 210.000 feriti in meno, con risparmi per un miliardo l'anno. La dimostrazione che in moltissimi casi i danni denunciati alle compagnie erano inesistenti o si trattava di frodi”. Sono affermazioni discutibilissime. Anzitutto, l’Italia era e resta la nazione con la Rca più alta in Europa; pertanto, diminuiscono i risarcimenti, aumentano i profitti a favore delle compagnie, calano i sinistri, e l’automobilista non vede nessun risultato importante. Secondo: davvero è dimostrato che le richieste di rimborso erano truffe? Se la lesione non emerge dall’analisi strumentale, potrebbe emergere dalla visita del medico legale.


La minaccia delle compagnie


Morale della favola: l’Ania minaccia rincari dei prezzi Rca. Sia con l’attuale testo del Ddl Concorrenza, sia se venissero approvati gli emendamenti contro la norma del Governo Monti. A fare muro, ci sono diverse associazioni: una su tutte, la Carta di Bologna, capitanata da Davide Galli, presidente Federcarrozzieri (carrozzieri indipendenti). Sono schierati in difesa dei diritti degli automobilisti danneggiati, e in difesa della sicurezza stradale: macchine riparate in fretta e furia da carrozzerie convenzionate con tariffe di manodopera bassissime fissate dalle compagnie, si traducono in vetture insicure. E l’abolizione della cessione di credito sarebbe un omaggio alle compagnie. Il Ddl Concorrenza diventa così un bel banco di prova per il Governo Renzi: cederà alle lusinghe delle lobby delle assicurazioni?