Il nuovo 4 cilindri è "rotondo", spinge bene e non consuma troppo. Migliorabile solo qualche accessorio

C’era una volta il downsizing, poi è arrivato il rightsizing. Si potrebbe riassumere così il nuovo motore 1.2 turbo benzina a iniezione diretta della Toyota Auris restyling. Si tratta peraltro di un 4 cilindri, ulteriore elemento che dà equilibrio a questo propulsore, considerando che il costruttore - Toyota, appunto - è lo stesso che ha creduto fortemente nell’architettura a 3 cilindri proprio per i motori a benzina. Ma veniamo al dunque: ecco come vanno i 116 CV di questo “1.2 D-4 T”.


Una bella coppia


Più che la potenza, in ogni caso, quello che fa la differenza nel rendere la Auris piacevole da guidare è la coppia di 185 Nm già a 1.500 giri, un valore che rimane costante fino a 4.000 giri. Cosa che si traduce in riprese convincenti senza dover per forza scalare, per quanto - di suo - il cambio manuale a 6 marce sia molto scorrevole. Molto pronto e leggero anche lo sterzo, che potrebbe essere un po’ più lineare, mentre le sospensioni hanno una taratura equilibrata, visto che assorbono senza problemi le irregolarità della strada ma non fanno rollare troppo la macchina in curva.


Liscia come l’olio


Bene anche l’insonorizzazione della meccanica, che rimane in sottofondo rispetto al rotolamento degli pneumatici. E bene anche l’abitacolo, che anche in questo restyling conferma una plancia solida, con plastiche morbide e una buona disponibilità di spazio un po’ dappertutto, bagagliaio compreso. Nuovi, invece, lo schermo dell’infotainment e il display centrale nella strumentazione, con una grafica più moderna e completa. Migliorabili, d’altro canto, la zona delle uscite USB e AUX (molto comode ma non illuminate) e l’assenza di prese elettriche per i passeggeri posteriori.


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