Al volante Franco e Massimo Gionco, che hanno scelto un'auto identica a quella in vendita

André Citroën era noto per il talento visionario e le grandi capacità in ambito imprenditoriale. Citroën inoltre coltivava una certa attrazione nei confronti delle imprese fuori dall'ordinario, che riscuotevano ai tempi una fortissima eco mediatica: l'Africa e l'Asia non erano "vicine" come oggi e spedizioni in quei Paesi venivano considerate imprese fuori dall'ordinario. Nel 1931 quattordici Citroën cingolate attraversarono il continente asiatico dal mar Mediterraneo a quello Cinese, nell'ambito di una spedizione nota come Crociera Gialla. La stessa attraversata verrà compiuta a maggio da Franco e Massimo Gionco, padre e figlio trentini, al volante di una C4 Cactus del tutto identica a quella in vendita.


Otto Paesi e 15.000 chilometri


L'auto è partita da Milano venerdì 28 aprile e raggiungerà la Cina dopo un viaggio di quaranta giorni e 15.000 chilometri, in cui attraverserà Grecia, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan e Kirghizistan. La C4 Cactus è dotata del motore a benzina 1.2 PureTech da 110 CV, di pneumatici quattro stagioni Michelin CrossClimate+ (nella misura 205/50 R17) e di un portapacchi sul tetto, indispensabile perché il baule è occupato da pneumatici di riserva. Il percorso scelto non risparmia alla C4 Cactus passi montani oltre i 4.000 metri e strade sterrate, nonostante la mancanza delle quattro ruote motrici (la trazione, come per tutte le C4 Cactus, è solo anteriore).


La Crociera Gialla del 1931


La spedizione di Franco e Massimo Gionco si ispira a quella compiuta nel 1931 da una squadra di 43 uomini e 14 autocingolati, che seguiva quella organizzata in Africa 9 anni prima. I partecipanti erano stati suddivisi in 2 gruppi: quello chiamato Cina partì da Pechino e si diresse verso l’Europa, l’altro iniziò la traversata da Beirut (Libano) e puntò in direzione della Cina. Entrambi furono coinvolti in molte vicissitudini e vissero situazioni rocambolesche, a partire dal rapimento di un capo-spedizione nel deserto del Gobi a opera di briganti locali, che lo liberarono solo dopo aver ottenuto in regalo tre cingolati da Citroën.

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