Dal Salone di Francoforte vediamo chi si aggiudica il primo round a motori spenti

Lo sappiamo: mettere a confronto due automobili a motori spenti è come giudicare un vino leggendone l'etichetta. Non si fa. Soprattutto se di mezzo c'è un'Alfa Romeo, che del rumore (almeno nella versione Quadrifoglio) e della guidabilità fa delle vere e proprie bandiere. Ma noi l'abbiamo fatto, qui al Salone di Francoforte, mettendo a confronto la Giulia con la Audi A4. Perché? Facile: solo con il sound e il piacere di guida - che non vediamo l'ora di sperimentare in prima persona - non si va da nessuna parte. O meglio: ci si può ritagliare una sorta di monopolio all'interno di una ristrettissima cerchia di impallinati di berline sportive, ma non è questo l'obiettivo di Sergio Marchionne e dei suoi uomini.


Se si intende fare una seria concorrenza ai tedeschi, infatti, il prodotto deve essere inappuntabile anche a ruote ferme: contano i rivestimenti, l'accuratezza dell'assemblaggio e il livello della tecnologia, sia essa a servizio della sicurezza o della connettività. Per quello che riguarda la qualità, Audi beffa Alfa Romeo di un niente: se fosse stata una gara di atletica, avremmo dovuto ricorrere all'analisi del fotofinish, per decretare la vincitrice. Comunque, dicevamo: se dal punto di vista del montaggio siamo alla pari (detto che comunque è fondamentale mettere le ruote su strada, per verificare l'assenza di scricchiolii), il livello dei materiali è di pochissimo più alto sulla A4.

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