Abbiamo partecipato all'Audax, 480 km di gara tra Palermo, Messina e Catania

"Autostrada non ti temo"; questo è il messaggio che smart ha voluto comunicare con un evento molto particolare: 480 chilometri tra i paesaggi della Sicilia in una gara di regolarità che ha visto 20 equipaggi, formati da giornalisti, sfidarsi in un percorso ricco di storia, ripercorrendo alcune tappe della mitica Targa Florio. L'accoppiata "lungo viaggio" e smart (in questo caso la smart cabrio) può sembrare strana... da sempre infatti siamo abituati all'idea che la piccola due posti sia a proprio agio solo nel traffico cittadino; da qui il nome della gara: Audax (audacia). Proprio per "sfatare" queste convinzioni l'itinerario ha incluso molta autostrada. La competizione è stata suddivisa in due giornate di prove cronometrate e una prova di abilità (una gimkana). Molto semplice il regolamento: arrivare da un punto A ad un punto B in un determinato tempo superato il quale scatta una penalità. Se invece si arrivava in anticipo rispetto alla tabella di marcia la penalità era doppia (un minuto di anticipo corrisponde a due di ritardo), in questo modo si è evitato di istigare gli equipaggi a lasciarsi prendere... il piede.


Da Palermo a Messina


Lasciate alle spalle le caotiche strade di Palermo abbiamo messo le ruote sull'autostrada in direzione Messina. Qui la smart cabrio (in versione 90 CV con cerchi da 16'') si è dimostrata a suo agio. Sul dritto ci si scorda quasi di stare al volante di una macchina lunga 270 cm; massima stabilità - sempre rispettando i limiti - e buona sensazione di controllo. Ottimo anche il feedback del volante che ha un'impugnatura ergonomica e un diametro generoso. Il merito di questi comportamenti è da attribuire alla carreggiata allargata di 10 cm rispetto al modello precedente e alle tecnologie prese in prestito dall'avantreno della "cugina" Mercedes Classe C. Quando però arriva un curvone veloce il passo corto e il peso ridotto si fanno sentire e ci si ritrova a stringere lo sterzo con decisione. A disturbare un po' il comfort di marcia sono stati i fruscii del vento, ma niente di cui ci si possa lamentare su una cabrio.


Vittoria sfumata


Finita l'autostrada ci siamo arrampicati sulle pendici dell'Etna su una strada piena di tornanti, il banco di prova perfetto per testare l'agilità della smart con il nuovo cambio a doppia frizione. Rispetto alla serie precedente il passo in avanti è grande e, sia in automatico che in sequenziale, la velocità di cambiata è ottima soprattutto considerando che non parliamo di una sportiva da tempo sul giro. Complici due splendide giornate di sole e i paesaggi mozzafiato ci siamo quasi scordati della gara e tra una foto e l'altra siamo arrivati a fine gara. Il cronometro parla chiaro: su 20 equipaggi siamo arrivati settimi con molte squadre a pari merito, non male, ma ci rifaremo sicuramente!

smart fortwo cabrio, prova di "forza" in Sicilia

Foto di: Filippo Medusa