Thermos, mucche, funghi e kayak

Ho sviluppato da qualche anno un amore per i viaggi in auto che appagano la mia sete di scoperta e di libertà. Così, quando la redazione di OmniAuto.it mi ha prospettato questo viaggio all'estero con un itinerario nuovo e insolito, ha stimolato quella parte di me che subisce il fascino dell'incognito. A volte basta scavalcare due confini nazionali a un passo da casa per sentire il profumo dell'avventura. Il mio nuovo viaggio verso la Svizzera e la Francia orientale parte da Milano alle 7,30 con un thermos di tè caldo nel bracciolo portaoggetti della mia compagna di viaggio, la Peugeot 508 RXH station wagon.


Nel maestoso verde della Svizzera


Appena superata la dogana di Chiasso il viaggio è un tuffo nel verde acceso delle montagne svizzere e dei prati punteggiati da mucche che pascolano imperturbabili. Ad ogni tornante il panorama è avvolgente e maestoso, l'aria è incontaminata e la guida della 508 liscia come l'olio (e altrettanto pulita grazie al motore diesel/Hybrid a basse emissioni). La prima sosta per sgranchirmi le gambe e respirare a pieni polmoni è sulla piazzola di un tornante di montagna da cui è possibile ammirare il panorama del Lago di Lungern. Sono a metà strada tra Lucerna e Interlaken, località ben nota a chi ama gli sport all'aria aperta, dallo sci al rafting. Una manciata di km di curve e arriverò alla mia prima meta, il lago di Brienz. In tempo per il pranzo arrivo a Bonigen, ai piedi del lago dove mi aspetta la prova "estrema",


Giro del lago...in Kayak!


Un sms della redazione allieta la mia pausa caffè...il mio appuntamento del pomeriggio è con Dave, istruttore della scuola di Kayak Hightide. Appuntamento a bordo lago. Mi accoglie Dave con il suo accento di Manchester e un sorriso aperto che mi rassicura. Mi racconta che di solito - e fino a ieri - il lago era calmo e non tirava un alito di vento, ma proprio oggi si è alzata una brezza che, per chi si intende di navigazione, corrisponde ai 3 Beaufort nella scala dei venti. Ora il turchese lago di Brienz sembra un'enorme vasca idromassaggio. Il primo passo è indossare una bella muta perché il lago oltre al vento di oggi, ha acque ghiacciate ed è anche il quarto lago più profondo della Svizzera (questo giusto per la cronaca, anche se su di me è un'informazione che incide a livello psicologico). Dave mi dà la prima infarinatura sulla postura delle gambe e come tenere la pagaia in un'ansa tranquilla del lago e visto che dopo poco me la cavo abbastanza bene usciamo dal porticciolo e attraversiamo il lago da parte a parte mentre le enormi (dal mio punto di vista) barche turistiche a vapore attraccano e fanno manovra davanti a noi, alzando ancora di più le onde. Come battesimo del kayak non è male, sono anche riuscita a non finire con la testa sott'acqua! Un'esperienza da ripetere anche perché Dave è riuscito a mettermi a mio agio. Nei paraggi e con lui è possibile anche estremizzare l'esperienza sportiva e spingersi a fare rafting, canyoning, bungee jumping. Io mi sento abbastanza orgogliosa e soddisfatta così e poi mi aspettano ancora 200km per raggiungere Montbéliard.

Fotogallery: Da Milano all’Alsazia, passando per la Svizzera