Dalle auto al Riesling, passando per il cinema

Un acquazzone notturno ha conciliato il mio sonno all'Hotel de la Balance di Montbéliard e oggi mi aspetta una giornata piena di scoperte. La mia prima meta è Sochaux, un piccolo villaggio a pochi chilometri da Montbéliard, sede storica della Peugeot. Quello che però ha stimolato la mia fantasia e mi ha entusiasmato è stata la mia incursione al "Musée de l'Aventure Peugeot".


Più che un'industria, un'avventura di famiglia


Non occorre essere appassionati di automobili per apprezzare questo luogo decorato in stile liberty, che racconta si la storia della nascita e dell'evoluzione di una casa automobilistica tra le più importanti al mondo, ma anche la saga di una famiglia di imprenditori lungimiranti e illuminati che hanno saputo rischiare e soprattutto immaginare il futuro e le sue potenzialità. Il Museo esiste da più di 20 anni ed è stato fortemente voluto dalla famiglia Peugeot. In 10.000 metri quadri di esposizione ho potuto seguire passo passo un'avventura cominciata con i due fratelli Armand e Eugène che sono partiti costruendo utensili di precisione per il settore tessile e macinini da caffè, agli inizi del'800, e che poi - adattandosi alle richieste del mercato - hanno ampliato la loro produzione alle macchine da cucire, alle crioline snodate per le dame parigine del XIX secolo, ai primi velocipedi fino ai prototipi delle prime automobili. Ho passeggiato tra le diverse sezioni del museo ed avevo la sensazione di viaggiare nel tempo perché ogni settore raccoglie un'epoca, con i suoi stili le sue mode e i suoi colori. Ho potuto far volare la fantasia ammirando la vettura d'epoca originale scelta da Woody Allen per "Midnight in Paris" (mi sono seduta proprio nell'abitacolo in cui Owen Wilson, nel film, viaggiava nel tempo!) e Fabrizio Taiana, Segretario del Club Storico Peugeot Italia, mi ha raccontato alcuni dettagli molto interessanti su questo modello "cinematografico". Ho anche ammirato le auto che hanno partecipato e vinto le più leggendarie ed esotiche corse automobilistiche, come la Parigi/Dakar o Le Mans. Insomma, questo museo è un luogo incredibilmente interessante per chi ama le auto, l'avventura, il design e vuole immergersi in un viaggio nell'evoluzione della moda e del costume degli ultimi due secoli.


La "strada dei vini" e un Riesling d'eccezione


Lascio Sochaux e mi dirigo verso nord, in direzione Strasburgo per imboccare la più antica strada dei vini di Francia, 175 km di vigneti, villaggi incantevoli e castelli fiabeschi che parte da Thann e si snoda attraverso 67 comuni ai piedi della catena orientale dei monti Vosgi. Qui si producono dei vini leggendari, quindi decido di visitare un'azienda vinicola che racchiude tutta la storia e i sapori di questa tradizione enologica. Sulla "Route de Cernay", nel comune si Soultz –Wuenheim, vado a fare visita al titolare della "Cave du Vieil Armand", cooperativa vinicola che prende il nome da un promontorio che fu teatro di violente battaglie durante la prima Guerra Mondiale e che oggi è avvolto da grandi vigneti. Marc Schneider – questo il nome del titolare - mi accompagna attraverso il museo dell'azienda, che racchiude una collezione di strumenti utilizzati negli ultimi tre secoli per produrre vino, fino alle cantine dove fermentano ancora oggi i famosi Riesling e Gewurztraminer (e anche Pinot e qualche rosso e rosé). Il fiore all'occhiello sono ovviamente i bianchi dai bouquet fruttati e fioriti, che si sposano bene con i formaggi, i fois gras e i piatti alsaziani di carne. Qui il terreno, il clima secco e poco ventoso e l'esposizione a Sud-Est creano una condizione magica e perfetta per far nascere questi nettari profumati. Tra i tanti mi fa assaggiare un Riesling del 2008 veramente speciale, che nasce attorno alla tenuta del castello Ollwiller. Marc mi accompagna in una lunga passeggiata tra i vigneti che circondano questo castello che risale al 1230 e attorno al quale da allora verdeggiano queste uve preziose.


Le chiese di Guebwiller e il panorama del "Grand Ballon"


La "strada dei vini" è lunga e ricca di queste eccellenze, credo proprio che meriti una vacanza dedicata. Anche i villaggi che la attraversano sono densi di storia e leggende, un esempio su tutti è la medievale Colmar con i suoi canali navigabili e le case decorate dai tetti spioventi. Io scelgo una meta meno conosciuta ma altrettanto pittoresca: Guebwiller. E' perfetta per una passeggiata tranquilla nei vicoli pedonali, per sentirmi immersa nella vita quotidiana dell'Alsazia. Guebwiller è soprannominata la città delle tre chiese, tra le quali spicca la cattedrale romanica di St Leger, costruita nel 1182 e che sovrasta con le sue due torri il centro storico del paese. Mi rimetto in macchina perché Guebwiller è anche una delle vie preferenziali per risalire il Parco Naturale Regionale Des Ballons des Vosges, attraverso una strada panoramica immersa nelle foreste di conifere. In meno di un'ora raggiungo gli oltre 1300 metri di altitudine del famoso "Grand Ballon de l'Alsace", punto panoramico che d'inverno diventa anche il rifugio degli sciatori. Ho scelto il posto più mistico e silenzioso per concludere in pace il mio lungo viaggio. Da qui posso dominare con lo sguardo un panorama che avvolge tre paesi: a Est la foresta nera della Germania, a Sud-Est la maestosità delle montagne svizzere e ai miei piedi, incoronate dalla foschia che serpeggia sul Reno, le incantevoli valli alsaziane.

Fotogallery: Da Milano all’Alsazia - Woody Allen, la Peugeot e il vino dell'Alsazia