Vino, storie d'altri tempi e lago al tramonto

L’Est! Est!! Est!!!: l’oro di Montefiascone


Ci liberiamo a fatica dall’incantesimo che ci ha portato in un’epoca lontana dalla nostra e ritorniamo alla contemporaneità e alla decisa modernità della nostra carrozz… ehm… automobile: è l’ora di muoverci verso Montefiascone dove altre atmosfere e altre epoche ci aspettano per raccontare la storia di questa bellissima cittadina laziale. Curve leggiadre, panorami rilassanti e limiti di velocità severi ci permettono di godere ancora una volta della naturale scenografia di questa parte della Tuscia e ci lasciamo cullare dalla comodità della nostra Lexus e dal tranquillizzante abbraccio dei suoi sedili in pelle grazie anche alla consolle che sa mostrarci ogni indicazione richiesta senza eccessive distrazioni. Entriamo in città accolti dalla grande scritta “Est! Est!! Est!!!” che è ormai a livello internazionale sinonimo di questi luoghi. Il gradevole vino bianco Doc prende il nome da una leggenda risalente al 1111: mentre si recava a Roma per accompagnare Enrico V, il vescovo Defuk - grande grande intenditore di vini - si faceva precedere dal coppiere Martino il cui compito era scoprire i vini migliori: se ne avesse trovato uno buono avrebbe lasciato sulla porta della locanda la scritta “Est” (c’è in latino), qualora si fosse imbattuto in uno particolarmente buono “Est Est”. Giunto a Montefiascone il vescovo si trovò di fronte al segnale eccezionale “Est! Est!! Est!!!” (comprensivo di punti esclamativi) a riprova dell’eccellenza del vino di quella località. Dopo essere giunto a Roma Defuk decise di tornare nella località che gli aveva offerto tanta bontà e qui visse fino alla fine dei suoi giorni, quando venne sepolto nella chiesa di San Flaviano (che più tardi visiteremo).


Per avere uno sguardo d’insieme della Tuscia scegliamo di iniziare la visita dalla Rocca dei Papi ed entriamo nell’antico borgo e nei giardini silenziosi ma vivi che ne precedono l’ingresso: questa fu la sede estiva dei 32 Papi che si succedettero tra il 1058 e la fine del 1500, qui passa la Via Francigena che porta da Canterbury a Roma. Immancabile la visita alla Torre del Pellegrino, punto più alto della zona: giunti all’ultima rampa di scale cattura l’attenzione la targa dedicata al cantico delle creature che l’amministrazione locale ha voluto dedicare nel 2005 a San Francesco immaginando che qui, in una giornata ventosa, abbia tratto ispirazione per la composizione di questo testo. E’ consigliato soffermarsi sulla cima godendo in silenzio del panorama a 360 gradi che si estende dal monte Amiata al Cimino, dal monte Cetona passando per il lago di Bolsena: la luce del sole rende questo emozionante spettacolo della natura diverso a ogni ora. Scendendo non si può esimersi dal visitare il museo dell’architettura dedicato ad Antonio da Sangallo; a questo uomo la città ha voluto dedicare un ampio spazio per riconoscerne la grandezza e ricordarne la presenza in molte strutture architettoniche sparse sul territorio italiano. Più che un museo un vero e proprio centro studi. La nostra attenzione è catturata da alcuni video che raccontano il monumentale progetto di ricostruzione della Basilica romana di San Pietro tramite un modello ligneo la cui grandezza ne permette la visita internamente; tramite i pannelli che ne illustrano la storia veniamo a conoscenza del fatto che il progetto dell’architetto - portato avanti tra il 1539 e il 1546 - venne completamente stravolto dopo la sua morte. Le diverse sale, in un percorso costeggiato da video e ricostruzioni, portano da un luogo all’altro, da una tecnica all’altra, mostrando anche, con calchi in gesso, alcune parti del cornicione della facciata di Palazzo Farnese il cui progetto originario è attribuito appunto ad Antonio da Sangallo. Uscendo dal giardino della Rocca dei Papi raggiungiamo la macchina, lanciando un ultimo sguardo alla cupola della Cattedrale di Santa Margherita (terza per grandezza in Italia dopo quella di San Pietro e Santa Maria del Fiore a Firenze). Dopo una breve sosta in enoteca (dove approfittiamo per assaggiare il vino locale che accompagna un riposante aperitivo), ci muoviamo alla volta della basilica di San Flaviano: costruita tra il XII e il XIV secolo, ha la caratteristica di essere sviluppata su due piani. Nella chiesa inferiore sono presenti 4 cappelle (in una delle quali è conservata la lastra tombale dedicata al vescovo Defuk, protagonista della leggenda dell’Est! Est!! Est!!! citata in precedenza) e le pareti sono decorate da numerosi e interessanti affreschi risalenti al periodo che va dal XIV al XVI secolo. Alla chiesa superiore – che si affaccia sulla sottostante - si accede con delle scale interne o passando dalla strada.


Tramonto sul lago


E’ ormai giunto il tramonto e l’ora di tornare verso casa: il Suv si lancia intorno al lago di Bolsena godendo della luce e del rumore dell’acqua che si avvicina o allontana a seconda delle curve della strada che costeggia il lago. Ci avviciniamo fino a lambire l’acqua che ha un aspetto così calmo e rilassante da farci rimpiangere il non aver portato con noi una bottiglia del bianco di Montefiascone e qualche dolcetto lasciato a Castello Ruspoli. Il ricordo di questa meravigliosa giornata ci accompagna nel ritorno silenzioso in modalità di guida sport per un ultimo saluto rombante alla provincia di Viterbo.

Fotogallery: Alla scoperta della Tuscia - Montefiascone e Lago di Bolsena