Il SUV inglese che non c'era convince subito anche i più scettici

Che bocca grande che hai... E' inevitabilmente questo il primo pensiero che si fa quando ci si ritrova davanti al primo SUV che Jaguar abbia mai fatto in 80 anni di storia. La mascherina anteriore di dimensioni XXL è l'elemento di design di maggiore impatto, anche perché la sua stazza è enfatizzata dalla forma tagliente dei fari che sembrano "proteggerla" con sguardo felino. Di felino, stando a quanto promesso dagli ingegneri della Jaguar, ci dovrebbe essere anche il comportamento stradale, che è stato definito tenendo come riferimento la Porsche Macan (rispetto alla quale, però, la SUV inglese è più grande e grossa). A fare della F-Pace una vera Jaguar sono però anche i fari posteriori in stile F-Type, il lunotto molto incilinato e i cerchi da 22", che contribuiscono non poco a snellire il "peso" che le lamiere possono avere sul colpo d'occhio.


Internamente è un trionfo di materiali morbidi al tatto e piccole attenzioni: si va dal rivestimento di prima classe del bagagliaio (dalle forme regolari) al legno sulle portiere, dalla piccola plancia posteriore per regolare la temperatura alla sensazione di essere "avvolti" dalla vettura, come sulle berline Jaguar. Al posto di guida si apprezzano i numerosi vani portaoggetti, ma soprattutto il mix fra il volante della F-Type, come a voler comunicare il temperamento della F-Pace, l'ergonomia delle ultime berline come la XF e il lusso dei materiali della XJ. A dominare il tutto, lo schermo da ben 12,3" e la strumentazione che è un pannello OLED completamente personalizzabile.

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Foto di: Giuliano Daniele