Spa, relax e visita di Spoleto

L'appuntamento è a Roma a piazzale Ostiense alle 8.30: ignorare il traffico della Capitale è un grave errore e così per arrivare in autostrada impieghiamo più che per arrivare dal casello di Fiano Romano ad Orte. Qui, impostando la modalità Eco che ci regala una guida rilassata, imbocchiamo il raccordo autostradale in direzione Terni costellato di autovelox, mantenendo una velocità media di 50 km/h: non abbiamo fretta e ci godiamo il percorso e i colori delle distese e dei campi che si stendono tutto intorno. Il confort e la silenziosità della nostra macchina sono perfetti per questo viaggio: impostiamo la modalità Eco e procediamo verso Spoleto assaporando guida e paesaggi.


Una piacevole e rilassante scoperta


Decidiamo di trovare immediatamente un posto per la notte così da poterci godere la visita di Spoleto senza alcuna interruzione: questa decisione si rivelerà vincente soprattutto perché nel nostro weekend irrompe a sorpresa l'opzione benessere (non prevista alla partenza) nel momento in cui ci imbattiamo ne "Il Baio relais & natural spa" (http://www.ilbaio.com/). A Camporoppolo, la località che lo ospita, si arriva costeggiando campi dove anziani abitanti in canottiera riempiono cestini in vimini di verdure: ci salutano sorridenti e dispensano consigli su cosa mangiare e dove andare per godere a pieno della zona. Posare le valigie e riprendere la macchina non è così immediato come previsto nei piani: siamo attratti dalla piscina, dal maneggio e dal trotto dei cavalli, da un incredibile silenzio e dalla veranda che sembra la location ideale di un matrimonio. Impossibile resistere alla tentazione di una tisana rilassante, del massaggio Kneipp (quel cammino sui sassi a piedi scalzi che inizialmente sembra una tortura ma presto si trasforma in paradiso), di una doccia emozionale e a una mezz'ora nell'area relax della spa della struttura. Usciamo già rigenerati da questo viaggio nonostante siano trascorse poche ore dalla partenza: se queste sono le premesse domani sera saremo persone nuove! Rimandiamo il salto nella piscina all'aperto ma non resistiamo alla tentazione di pranzare al Baio: l'odore che sentiamo passando vicino alla reception ci dice che non ce ne pentiremo. Lo chef Fabio ci stupisce infatti con degli impareggiabili strangozzi al tartufo di Norcia e con la cheesecake al cioccolato bianco con salsa ai frutti rossi: divina! Il tutto non può che essere accompagnato da un Sagrantino di Montefalco che si sposa perfettamente con il primo e apre le danze per il dolce e per il Passito che lo accompagna.


Spoleto: una storia lunga 3000 anni


Rigenerati nel corpo e nello stomaco partiamo alla volta di Spoleto: impieghiamo poco meno di 20 minuti per raggiungere questa cittadina in provincia di Perugia che conta una storia lunga tremila anni. A raccontarcelo sono le strade strette, le mura che le costeggiano e proteggono, i percorsi, i ciottoli, la sua vivacità. Durante tutto l'anno è un susseguirsi di eventi e di incontri con artisti, una città viva, piena di cultura, ospitale verso i tanti turisti italiani e i moltissimi stranieri che la eleggono come tappa fondamentale dell'Umbria. Famosa per il Festival dei Due Mondi - giunto quest'anno alla 55esima edizione - nasconde ad ogni angolo una qualche piacevole sorpresa.


Da Sol Lewitt, passando per Pomodoro e Sten&Lex: Palazzo Collicola lascia il segno
Parcheggiamo la macchina alle spalle di Palazzo Collicola, la Galleria comunale d'arte moderna che ospita mostre permanenti e non e una biblioteca con circa 30mila volumi intitolata a Giovanni Carandente (famoso critico e storico dell'arte). Questa visita non può durare meno di un paio d'ore: di fronte a certe creazioni di famosi artisti restiamo incantati per alcuni lunghi attimi in cui tutto intorno sembra dissolversi. Dopo aver visto la sala blu e quella dedicata a Sol Lewitt -minimalista statunitense morto nel 2007, famoso per le sue opere murarie - "Bands of color", affascinante per i suoi colori e le sue geometrie psichedeliche (la cui realizzazione risale al 2000), eccoci a seguire il percorso di Collicola on the wall, mostra permanente nata circa due anni fa: dipinti sui muri in cui le nicchie dialogano tra loro (come nell'opera di Di Fabio), con cui i più interessanti artisti contemporanei pongono la loro firma per mezzo di realizzazioni dal sapore moderno, dove il dialogo (che è anche il titolo della scenografica opera firmata da Luca Barcellona) fonde due tipi di scrittura e linguaggio, dove l'incontro con la street art di Sten & Lex non può far altro che ammaliare il visitatore. Usciamo da Palazzo Collicola con la sensazione di dover presto tornare e dedicare ancora tempo a un palazzo che racchiude in sé preziosi segni dell'arte contemporanea e moderna dell'Italia migliore e di artisti internazionali da non perdere di vista.


Di resti romani e scalinate


Continuiamo il cammino: siamo fortunati a trovare parcheggio proprio vicino alla nostra prossima tappa. Ci affacciamo e vediamo il museo archeologico: ad attirare la nostra attenzione è ovviamente il meraviglioso anfiteatro romano che si mostra ai nostri occhi in tutto il suo splendore. Ha visto la luce a metà del I secolo a.C. ma non dimostra la sua età. Affascinante come solo queste costruzioni sanno essere, grazie alla storia che raccontano, ospita ancora oggi diverse rappresentazioni.
Le immediate vicinanze della Cattedrale di Santa Maria Assunta sono completamente pedonali: la piazza omonima antistante si apre all'improvviso dietro intrecci di stradine. Qui i bambini corrono inseguendo piccioni o salendo e scendendo veloci la scalinata di via dell'Arringo che dirada verso la piazza. Impossibile dire se la Cattedrale sia più bella all'interno o esternamente. Restiamo abbagliati dalle numerose opere che vi sono custodite: Bernini e Pinturicchio sono solo due dei grandi nomi che qui hanno lasciato la loro impronta su affreschi e busti. La storia del Duomo è lunga e affascinante e comincia a raccontarsi dalla sua facciata dove pietre bianche e rosate si incontrano in un gioco di chiaroscuri su cui il sole si infrange fiero: qui trovano posto il mosaico di Solsterno, che rappresenta il Redentore tra la Madonna e San Giovanni (risale al 1207) e i due rosoni che affiancano il centrale su cui svetta il simbolo degli evangelisti. Il portico è di epoca rinascimentale mentre il campanile risale al XII secolo.


Assordante silenzio


Risaliamo in macchina e percorriamo una ripida salita alla volta della Basilica di San Salvatore, inserita nel giugno del 2011 nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco. Questa struttura maestosa, di epoca longobarda, che si apre di fronte ai nostri occhi in tutta la sua bellezza e il suo splendore vergine, sorge su un colle nei pressi del cimitero monumentale spoletino. Una struttura a tre navate completamente deserta, dove non troverete banchi per pregare, dove il silenzio e i giochi di luce la fanno da padroni e l'altare sembra essere protagonista e insieme partecipe di questa meravigliosa sensazione di pienezza data dal deserto di questa chiesa. Illuminata e segreta, silente e sfolgorante con un affresco sul fondo che spicca come l'acqua in un deserto, conserva pochissimi resti dei dipinti originari.


La storia del Baio


Uscendo da Spoleto sperimentiamo la modalità Sport della nostra Lexus. L'illuminazione della strumentazione passa da blu a rossa e un contagiri sostituisce l'econometro delle modalità Eco e Normal. Arriviamo così alla volta de Il Baio: per stasera abbiamo intenzione solo di goderci il silenzio del relais dove, in un piccolo salotto di ferro all'esterno del ristorante, il proprietario ci racconta la storia di questa struttura a 4 stelle il cui terreno originariamente la famiglia aveva riservato all'allevamento di cavalli da corsa. Si decise poi di trasformare gran parte delle scuderie in strutture di ricezione portando la pista a diventare il meraviglioso spazio verde che oggi si estende tutto intorno al relais: nel 2008 dunque, nel giro di pochi mesi, sono nate le camere e la spa e via via Il Baio (il cui simbolo ovviamente non può che essere un cavallo) è diventato quello che vediamo oggi senza però dimenticare la sua anima e le sue origini, continuando quindi ad allevare e allenare i cavalli da corsa di famiglia oltre a conservare a pochi passi da qui le coltivazioni di tabacco e ciclamini visitabili dagli ospiti su richiesta. E' ora di riposare: il leit motive di questo viaggio sarà il silenzio e le nostre camere non deludono neppure sotto questo aspetto.

Fotogallery: Sapori, profumi e colori: l'Umbria intorno a Spoleto