Tra borghi e sapori locali

Ci prepariamo ad affrontare il nostro giro dei borghi tra la natura incontaminata della provincia di Spoleto. La colazione è senza dubbio lo sprint giusto per cominciare questa giornata: c'è chi propende per il salato ma cappuccino, fette biscottate e tris di mini cornetti sono un classico a cui non sappiamo rinunciare! Ancora con le immagini e il sapore delle torte fatte in casa lasciamo la struttura a malincuore: un'altra doccia emozionale in spa sarebbe stata perfetta ma… ci attendono altri tipi di emozioni.


La Strada del Sagrantino: come chiamarla altrimenti?


La Strada del Sagrantino è un percorso incantato (lungo 60 chilometri) costellato da cantine, scorci, stradine polverose che vi si intersecano per sparire tra le colline, case nascoste nel verde e grandi distese di campi coltivati che cambiano colore a seconda della stagione. Impostiamo il selettore di guida della nostra Lexus sulla modalità Normal anche se per un breve tragitto proviamo quella EV (Veicolo Elettrico)che permette di non utilizzare benzina: decisamente un mood più consono all'ambiente che ci circonda. I borghi lungo il percorso presentano strade sterrate strette, belle e interessanti. Se a questo aggiungiamo che il Sagrantino è il vino autoctono prodotto in questa valle nel cuore dell'Umbria, dal gusto speziato e un caratteristico colore rubino è facile intuire che il percorso enogastronomico che ci ha portato a scegliere questo itinerario male si rapporta con la guida dopo qualche bicchiere di rosso: scegliere un compagno di viaggio astemio diventa quindi essenziale per affrontare un weekend in questa zona!


I danni del terremoto e la forza dei borghi


Sono purtroppo molti i luoghi che riportano alla mente il terremoto del 1997 –'98 che ha interessato la zona; i danni in alcuni casi sono rimasti lì a ricordare i risultati di questo passaggio della natura. Cerchiamo di voltare lo sguardo e concentrarci sulle bellezze che non hanno subito danni. Eccoci quindi entrare a Castel Ritaldi dove, superato l'arco vicino alla piazza centrale e inerpicandoci per la stradina, incontriamo subito la chiesetta di Santa Marina. Le mura in sassi, il campanile, le strette viuzze, il rigoroso silenzio del centro storico di questo paese ci colpiscono immediatamente. E' solo la prima delle porte di accesso ai borghi che incontreremo oggi. Ci regaliamo ancora una breve sosta per osservare scorci meravigliosi prima di risalire in macchina e allontanarci alla volta della prossima tappa.
In circa 20 minuti raggiungiamo il parcheggio ai bordi della cinta muraria di Montefalco (detto anche ringhiera dell'Umbria) da cui si può ammirare la valle tra Spoleto e Perugia. Il fascino discreto ma evidente di questo luogo ci accompagna mentre camminiamo tra le sue strade da una delle quattro porte d'ingresso all'altra, osservando i negozi di alimentari che si susseguono offrendo vino e salumi (prodotti che da soli varrebbero la visita di questa parte d'Italia!). La vista da quassù può spaziare sulle più famose mete della zona: Spoleto, Trevi e Foligno. Ci perdiamo nelle stradine di Montefalco attratti da scorci romantici e piccole botteghe ma in realtà smarrirsi è impossibile visto che ogni arteria principale termina nella Piazza dei Cavalieri dove sorge il palazzo comunale.


Enogastronomia: tra le cantine scegliamo quella di Colpetrone.


L'ora di pranzo è già passata anche se ci siamo tenuti in forze sgranocchiando prodotti tipici, pane per assaporare l'olio prodotto in questa zona e ovviamente gustando qualche assaggio di vino. Irrinunciabile dunque la sosta in una delle numerosissime cantine che costeggiano il nostro itinerario: olio e vino la fanno da padroni in questa zona e non possiamo tornare a casa senza un souvenir (e non siamo tipi da calamite e cartoline)! La scelta è dura ma ci affidiamo all'intuito e al fiuto per il buon bere. Muovendoci in direzione di Gualdo Cattaneo ci imbattiamo nella Saia agricola della cantina Colpetrone (http://www.saiagricola.it/tenute/tenuta_colpetrone.htm) che sembra fare al caso nostro. Qui nasce il quarto dei vini rossi tra i 100 migliori italiani e la cantina è fornitrice ufficiale del vino distribuito dalla compagnia di bandiera: assaggiamo un rosso (il Colpetrone Gold del 2006) che decidiamo di portare in abbondanza a casa. Pranziamo frugalmente – se così si può dire di fronte a un calice dal rosso abbagliante - con del formaggio e con grissini e bruschette bagnati da un olio saporito e fragrante. Un pasto degno di nota grazie al suo essere innaffiato da questo vino rosso strutturato, non filtrato, degno di far parte delle eccellenze che trovano qui la loro perfetta dimora. Dopo aver guardato affascinati le botti e gli immensi vasi vinari in acciaio, rapiti dall'odore tipico che si respira in ambienti dedicati alla conservazione del vino, con lo sguardo che spazia rapito dal fascino dei macchinari che etichettano le bottiglie e dagli attestati che ricordano le annate migliori, ci incamminiamo nuovamente sulla strada del Sagrantino ai cui bordi ammiriamo i campi dalle sfumature dorate che ci vengono descritti come ancora più magnifici nella stagione invernale quando il colore viola la fa da padrone grazie ai vigneti.


La quiete all'ombra della statua di San Gaspare


La natura ci sorprende anche così: ogni punto panoramico sembra mostrare qualcosa di diverso rispetto agli altri, ci regala distese dai colori dell'oro e del rame, ci porta verso luoghi dal sapore ancestrale dove piante di rose rampicanti fanno compagnia a fiori selvatici che qui sembrano trovare il loro habitat naturale. In meno di mezz'ora ad andamento crociera per goderci questo meraviglioso paesaggio ed evitare multe per eccesso di velocità (molto facili da prendere in queste zone) attraversiamo Giano dell'Umbria per raggiungere, attraverso una strada scortata da alberi secolari, l'Abazia di San Felice. Se questo viaggio è stato all'insegna del silenzio, qui ad accompagnarlo e amplificarlo è un vento leggero e l'odore fresco di menta. Ad accoglierci lo sguardo sereno e i sorrisi di alcuni giovani sacerdoti che leggono le sacre scritture all'ombra della statua di san Gaspare: alcuni si allontanano velocemente al nostro arrivo non abituati alle riprese ma questo posto regala serenità e non riusciamo a staccarcene senza prima fermare i ricordi in qualche scatto.


La bella Bevagna


Riprendiamo la strada fermandoci in posti panoramici dove sempre ci accompagna nel paesaggio la sagoma di una delle nostre prime tappe di oggi, Montefalco: costeggiamo Castello di Castagnola per osservare il panorama della abbazia nella sua totalità e il fascino di questo luogo appare evidente anche a distanza. Il nostro itinerario si conclude con una sosta obbligata nella meravigliosa Bevagna: non stentiamo a credere che sia nominata tra i borghi più belli d'Italia. Dalla salita di san Francesco osserviamo le stradine con ciottolato e le mura che la circondano. Camminiamo lungo corso Matteotti e di fronte a noi si apre piazza Fratelli Silvestri con la sua fontana del XIX secolo, con il sole che illumina ancora il ciottolato e la colonna di San Rocco. La chiesa di San Michele svetta con il suo campanile mentre all'interno l'altare in cima alle scale racconta del fascino discreto di questo luogo. Curiosando tra le botteghe delle stradine ci ritroviamo a ricambiare sorrisi densi di significato con i vecchietti seduti ai bar che ci guardano serafici e che attendono lo scorrere del tempo prima di rientrare a casa.


Tornare è un po' morire...


La valle del Clitunno si staglia di fronte a noi in tutta la sua bellezza. La strada provinciale ci accompagna verso il casello di Orte modificando continuamente il suo aspetto e la sua cornice. Riprendiamo la strada verso casa riempiendo a più non posso gli occhi dei colori e dei suoni di questo angolo di paradiso che, sinuoso come il canto delle sirene, finirà per riportarci nuovamente in visita a questi luoghi.

Fotogallery: Sapori, profumi e colori: l'Umbria intorno a Spoleto - Sagrantino