Abruzzo e Parco Nazionale del Gran Sasso

Abruzzo e Parco Nazionale


"C'è la formula della saggezza e della sapienza? C'è, ed è questa: riconoscere che senza il male la vita e il mondo non sarebbero, e tutt'insieme combattere sempre, praticamente e irremissibilmente, il male e cercare e attuare sempre indefessamente il bene: negare come assurda la felicità e cercar sempre la felicità, negare come assurdo il trionfo definitivo della libertà sulla servitù, della figlia di lei giustizia sull'ingiustizia, del sapere sull'ignoranza, dell'intelligenza sulla stupidità, e praticamente volere e procurare in ogni istante quel trionfo, il trionfo di quell'istante".
Benedetto Croce.
Uno dei padri putativi del nostro paese, un filosofo, un politico, un pensatore, uno scrittore, un critico letterario, un uomo che ha partecipato alla storia, che ha avuto il coraggio delle sue idee e la forza della sua cultura. È nato a Pescasseroli nel 1866.
Un cartello ci avverte che stiamo entrando nel Parco Nazionale d'Abruzzo Molise e Lazio, un gioiello tutto italiano e una delle zone protette più antiche d'Italia. Prima tappa di questi due giorni in giro per l'Abruzzo è Lecce nei Marsi, piccolo paese immerso dentro la comunità montana della Valle del Giovenco. Appena entrati in paese chiediamo indicazioni per andare a visitare Lecce Vecchia e i ruderi di quel che fu un antico insediamento medievale. Dalla piazza del Municipio ci lasciamo il paese alle spalle e iniziamo a salire lungo la strada panoramica che passa sopra e si inerpica lungo la montagna. Ed ecco il nostro primo impatto con la vita di qua. Superato il primo tornante troviamo la strada bloccata da una mandria di mucche al pascolo, visibilmente infastidite dalla nostra presenza in quella che deve essere la loro abituale zona ristoro. Qualcuna di loro è sdraiata per terra, qualcuna mangia, una allatta il suo piccolo. Con discrezione ci allontaniamo e proseguiamo lungo la strada. Andiamo sempre dritti fono ad arrivare in un prato ampio e attrezzato con un'area pic-nic, con le altalene per i bambini, panche e tavoli per mangiare, qualche resto di vecchi fuochi per le grigliate e una fontanella dove dissetarsi. Davanti a noi si aprono due sentieri, andiamo a naso, lo ammettiamo, e decidiamo per quello di destra che si infila dentro un bosco, e ci mettiamo a camminare su un tappeto di foglie rosse. Continuiamo per un pezzo a costeggiare la montagna e a respirare il nostro primo contatto con la natura. Siamo capitati in quello che doveva essere una vecchia stazione sciistica, c'è una casa abbandonata e un vecchio impianto skilift. Riprendiamo la macchina e scendiamo verso valle e circa a 900 mt s.l.m. troviamo i ruderi risalenti all'alto medioevo e abbandonati dopo il terremoto del 1915 e di cui rimangono poche mura e accenni di torri ormai inglobati dal verde e abitati dagli alberi. Un cartello avvisa dell'inizio di un lungo sentiero che porta fino al rifugio La Guardia da cui partono altri importanti escursioni fino a Villavallelonga, L'Acerreta, la Cicerana e finanche Pescasseroli.
Torniamo a valle e ci dirigiamo proprio a Pescasseroli per il pranzo presso il ristorante Alle vecchie Arcate, nel centro del paese, ricavato da antiche cantine e caratterizzato dal caratteristico soffitto ad arco. Il menù è un tipico pranzo abruzzese con i sapori e i prodotti della zona. Comincia con un antipasto di torta rustica prosciutto, mortadella e formaggio e melanzane fritte rivestite di pomodorini e mozzarella. Per primo orecchiette di ricotta fresca di pecora e pancetta e spaghetti al ragù di cinghiale. A seguire ci servono su un vassoio di legno la grigliata mista composta dagli immancabili arrosticini di castrato, agnello, salsiccia di maiale e scamorza, accompagnati da cicoria e patata al forno. Per dessert la tipica crostata abruzzese con pastafrolla alta e soffice alla marmellata di ciliegie.
Stiamo nel cuore di Pescasseroli, nel suo centro storico caratterizzato dall'acciottolato che riveste le strade, dalle case non più alte di due piani, dai tetti spioventi, dai fiori alle finestre, un borgo racchiuso e molto silenzioso. Usciamo dal ristorante e facciamo una passeggiata, a due passi la Chiesa del Carmine risalente al XVIII secolo, l'edificio religioso più importante insieme alla Chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo, un'abbazia a ridosso della montagna in stile gotico e dal caratteristico aspetto spoglio e pulito. Da una torre campanaria il tempo viene scandito per tutto il giorno grazie al lavorio delle due grandi campane che qui in paese chiamano Maria e Roscio e delle due più piccole, Scola e Messa.
"Il 25 febbraio 1866 in questa casa degli avi materni schiuse gli occhi alla vita Benedetto Croce col destino di aprire al sapere degli uomini più nuovi e vasti orizzonti": questo recita la targa fuori Palazzo Sipari, un edificio di stile neoclassico, oggi museo e sede dell'omonima Fondazione, una onlus nata con la volontà di preservare il notevole patrimonio architettonico e storico del Palazzo. Appartenuto alla famiglia di Croce ha visto i natali del cugino di quest'ultimo che fu uno degli artefici e dei fondatori nel 1922del Parco Nazionale d'Abruzzo, rappresentando un'avanguardia per l'epoca nel campo della tutela ambientale. Altro importante monumento di Pescasseroli e senz'altro la fontana che fu fatta costruire proprio per l'inaugurazione del Parco ed è caratterizzata da due teste di orso realizzate in bronzo. La fontana si trova all'entrata del paese vicino a dove un tempo sorgeva la piccola chiesa di San Rocco e dove ora a ricordo è rimasta solo una statua incastrata nel muro. Ci godiamo gli ultimi scorci della vita di paese, dove le signore più anziane si mettono ancora fuori dalle porte di casa, sedute in circolo e vestite tutte alla stessa maniera, come fosse una divisa e come se questa divisa diventasse obbligatoria dopo una certa età, come un segno di riconoscimento e di appartenenza.
Direzione la Camosciara, una località presso Civitella Alfedena da cui la Cooperativa ha preso il nome. Dal 1999 l'ingresso al parco alle macchine è stato, per fortuna, vietato e da dieci anni questa Cooperativa ha preso in gestione questa parte del Parco offrendo agli amanti della montagna e della natura la possibilità di fare passeggiate a cavallo, in bicicletta, su un trenino o a piedi accompagnati, ma senza obbligo, da guide esperte. E della loro esperienza ne abbiamo avuto la prova quando Maurizio, guida del Parco, ha avvistato a distanza di centinaia di metri un camoscio in mezzo a una radura in cima al monte. Ed è Maurizio che organizza le giornate di trekking con la possibilità di pernottare a Civitella Alfedena e in più di visitare i borghi limitrofi. Una sorta di trekking personalizzato a seconda delle esigenze. I ragazzi della Cooperativa ospitano anche le scolaresche con programmi mirati di educazione ambientale. Una giovane guida ci accompagna a fare una passeggiata a cavallo, il mio si chiama Pippo. Entriamo dentro la zona protetta e percorriamo una lunga strada in mezzo a enormi prati, scendiamo lungo un fiume e ci godiamo il panorama da questo singolare punto di vista.
Con l'arrivo della sera torniamo verso Pescasseroli e ci fermiamo all'Hotel Villa Mon Repos, un'antica abitazione privata che ha visto tra i suoi ospiti anche Benedetto Croce, una casa ricca di storia e tradizione ora trasformata in albergo a cinque stelle. Scegliamo il ristorante della Villa per la cena. Una veranda ricavata dal giardino che si estende dietro, un'enorme sala attraversata nel centro da un maestoso albero secolare, con il soffitto ricco di drappeggi dai colori tenui, che donano un aspetto romantico. Degustando un ottimo Montepulciano d'Abruzzo Doc Nicodemi, iniziamo la cena con un antipasto di pecorino stagionato quattro mesi, lonza, prosciutto, speck e un tris di bruschette condite con una freschissima ricotta di pecora, tartufo e patè di olive nere. Zuppa del pastore con una misticanza di fagioli neri, lenticchie e ceci con olio di oliva, davvero saporita. A seguire fettuccine all'abruzzese condite con guanciale e zafferano. Maiale al forno cotto a puntino con patate arrosto per secondo e per chiudere un soffice pan di spagna con crema al limone e succo di ciliegie. Siamo pronti per la notte.

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