Ancora più "estrema" nel look, migliora nell'abitacolo e nella tecnologia

Se macchina del futuro dev'essere, che lo sia fino in fondo. Anzi, a dir la verità la Toyota Prius è auto del passato, del presente e del futuro. Ecco perché - e qui al Salone di Francoforte si percepisce chiaramente - i designer giapponesi hanno voluto calcare la mano con soluzioni stilistiche azzardate e che fanno di tutto per farsi notare. Prendete il muso, per esempio, caratterizzato dai fari orizzontali spigolosi, sotto ai quali si allunga una "virgola di luce" di sicuro impatto, e che contrastano in modo deciso con i fendinebbia verticali posizionati nella parte bassa del paraurti. Non è da meno il posteriore di ispirazione Mirai, con il lunotto spezzato in due (ma questo è un segno distintivo della Prius) e i gruppi ottici verticali molto elaborati.


Dentro, la prima cosa che si tocca con mano è la maggior cura posta nella qualità: i materiali sono più piacevoli al tatto; la seconda è l'upgrade tecnologico, evidente nella migliore definizione dello schermo centrale. Ancora, non si può non notare il bianco utilizzato per alcune finiture dell'interno: il bianco e il blu sono ormai i colori "istituzionali" della sostenibilità. Ma è dietro che la Prius non può deludere, visto che da sempre è l'auto "per definizione" dei tassisti: bene, lo spazio non manca e, come da tradizione, il pavimento piatto regala ampia libertà di movimento ai piedi. Insomma, sulla Prius si continua a viaggiare alla grande.

Salone di Francoforte, l'ibrido per Toyota resta strategico

Foto di: Franco Nugnes