Nessuna manipolazione sulle emissioni di CO2 e massima collaborazione con le autorità

Daimler non ha niente a che fare con il Dieselgate. Il colosso tedesco - che in pratica rappresenta i marchi Mercedes e smart - ha inviato alla stampa una nota ufficiale in cui smentisce qualsiasi ipotesi di manipolazione dei test sulle emissioni di CO2 dei propri modelli. E’ il primo costruttore a farlo, ancor prima di essere chiamato in ballo (come nel caso di BMW che era stata additata dalla rivista AutoBild) e proprio nelle stesse ore in cui il consiglio di amministrazione del Gruppo Volkswagen è riunito per nominare il nuovo AD (ovvero il successore di Martin Winterkorn) ed il Ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, ha annunciato che i veicoli Volkswagen in circolazione in Germania dotati del software illegale sono 2,8 milioni. La comunicazione si è resa necessaria viste le conseguenze in Borsa.


Oggi, intorno all’ora di pranzo, Daimler cedeva il 3,73%, mentre BMW il 6%. Nella nota ufficiale, Daimler AG spiega che i test condotti dall’organizzazione non governativa Deutsche Umwelthilfe (DUH) sulle auto del Gruppo sono veritieri e valgono sia per i diesel che per i motori a benzina. “Non siamo a conoscenza di nessun elemento che possa far supporre che i nostri veicoli non rispettino gli standard legali sulle emissioni inquinanti”, si legge nel testo, in cui si conferma la collaborazione dell’azienda con i vertici europei e tedeschi nel mettere a punto nuovi standard e metodi di misurazione delle sostanze inquinanti in condizioni di reale utilizzo delle vetture. “Collaboriamo anche con gli Stati Uniti e siamo disposti a fornire le nostre auto per qualsiasi tipo di test o verifica venga richiesta dalle autorità che stanno investigando”

Dieselgate, nuove irregolarità in Germania

Foto di: Fabio Gemelli