Gli ingegneri svedesi hanno studiato dei paddles appositi dietro al volante

E' mattina presto, state guidando da dieci minuti e il traffico in tangenziale è ancora scorrevole, seppure "ingessato" a 60-70 km/h da lunghe colonne di auto e mezzi pesanti. La strada che percorrete è una di quelle in cui l'infrastruttura per la guida autonoma è già stata implementata; in pratica, vi trovate a Goteborg e siete già nel futuro, nel 2017 per la precisione, quando i primi 100 clienti "cavia" inizieranno a utilizzare il sistema di guida autonoma della Casa svedese. Comunque, dicevamo: di perdere tempo a guidare incolonnati non ne avete voglia e decidete di demandare tutto alla vostra Volvo.


Si tratta di un'operazione delicata: il cervellone elettronico deve essere sicuro che voi abbiate davvero intenzione di cedergli i comandi e voi dovete essere più che certi che "lui" li abbia presi e abbia agganciato tutti i riferimenti di cui ha bisogno. Per questo motivo, gli ingegneri svedesi hanno studiato dei paddles appositi dietro al volante: quando si imbocca una strada "attiva", l'auto manda un segnale al guidatore che il sistema è pronto. Per attivare l'autonomous driving, il guidatore deve tirare entrambe le leve dietro al volante: a quel punto le luci diventano costantemente verdi e l'auto inizia a guidare da sola. Prima che l'Autonomous Driving si disattivi, il guidatore è richiamato a prendere i comandi. Nel caso non lo facesse entro 60 secondi, il sistema è programmato per parcheggiare la vettura nella prima zona sicura disponibile.



Volvo guida autonoma, l'interfaccia uomo-macchina




La guida autonoma è un'operazione delicata che Volvo sta già mettendo in pratica. Gli ingegneri svedesi hanno studiato dei paddles appositi dietro al volante e un sistema che assicura l'automobilista che l'auto ha preso il controllo e guida da sola.

Volvo Drive Me, la guida autonoma adesso la provano gli automobilisti comuni