Il prototipo della Mitsubishi Electric Corporation vede gli occhi e ascolta il cuore del guidatore

Un’automobile, come ogni altra cosa costruita dall’uomo, tiene conto del corpo umano, della sua anatomia e dei suoi movimenti. È l’ergonomia a studiare come il corpo interagisce con un oggetto in base alla sua funzione, tenendo conto dei sensi come utilizzatori del sistema, più che come attuatori. E le auto del futuro avranno interfacce uomo-macchina HMI (Human Machine Interface) sempre più grado di trasmettere i comandi minimizzando i gesti del corpo. È quello che si intravede nel prototipo EMIRAI 3 xDAS presentato da Mitsubishi Electric Corporation - azienda della Mitusbishi specializzata tecnologie elettriche ed elettroniche in diversi campi - al Salone di Tokyo (29 ottobre - 9 novembre 2015).


Le tecnologie di assistenza alla guida della EMIRAI 3 xDAS coinvolgono le sensazioni del guidatore, la telematica e la gestione della luce. A partire dalle tecnologie del display, con pannelli LCD per il cruscotto e la console centrale laminati con un processo ottico antiriflesso e personalizzabili nel layout. Chi guida è monitorato da una telecamera che percepisce in modo indipendente la direzione verso cui punta il volto e quella degli occhi, e da un cardiografo sviluppato dal National University Corporation Kyushu Institute of Technology, che funziona senza contatto. L’obiettivo è quello di prevedere il comportamento del guidatore e prevedere gli interventi di assistenza alla guida e di confrontare il comportamento in tempo reale del conducente con uno storico di comportamenti passati, archiviati in cloud, e suggerire ad esempio se fermare il veicolo per sopraggiunta stanchezza. Anche le mappe del navigatore sono pro-attive, per anticipare situazioni critiche come incroci con scarsa visibilità e attuare le telecamere esterne per elevare il livello di controllo sulla strada.

Mitsubishi EMIRAI 3 xDAS, verso la guida col pensiero