Avviata una collaborazione con il Houston Methodist Research per la ricerca sui materiali compositi in ambito medico

Non solo telai e pezzi per supercar, ma anche protesi e componenti sottocutanei per l'uomo: secondo Lamborghini, i materiali compositi in fibra di carbonio possono dare grossi benefici anche nel campo della medicina. A tal proposito, la Casa di Sant'Agata Bolognese ha avviato una collaborazione con lo Houston Methodist Research Institute, mettendo a disposizione dell'Istituto americano il proprio know-how sulla fibra di carbonio.


Il volto buono del composito


Lo scopo del progetto di ricerca è quello di individuare nuovi materiali che possano essere più leggeri, meglio tollerati dal corpo umano e più resistenti nel tempo rispetto a quelli attualmente impiegati in ambito medico. Per cominciare a porre le basi della collaborazione il dottor Mauro Ferrari, Presidente e CEO dello Houston Methodist Research Institute, è stato accolto a Sant'Agata Bolognese da Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato di Automobili Lamborghini.


Collaborazioni importanti


Lamborghini non è nuova a progetti di questo tipo. Il Marchio del Toro mette, infatti, a disposizione il bagaglio di conoscenze del proprio Advanced Composite Ligthweight Structures Department di Ricerca e Sviluppo anche ad altre importanti realtà ospedaliere: l'Unità Operativa di Medicina del Lavoro dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, l'Unità Operativa di Neurochirurgia IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche-AUSL di Bologna, l'Humanitas University di Rozzano (MI), il CNR Neuroscienze-Humanitas University e l'IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.

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