Dopo il Dieselgate molti gli puntano il dito contro, ma problemi e soluzioni sono altrove

Dieselgate, la parola agli esperti. Da oltre un mese, da quando cioè è scoppiato lo scandalo Volkswagen legato alle emissioni di NOx, se ne sono dette, sentite e scritte di tutti i colori. Spesso, purtroppo, senza molta cognizione di causa, con la conseguenza che si è contribuito a creare il classico "mostro": il motore diesel è causa di tutti i mali dell'aria che respiriamo. Sbagliato. E assurdo, ancor di più se si pensa che in questa trappola ci sono cadute anche quelle che dovrebbero essere le massime autorità sul tema: si prenda come esempio il Ministro dell'Ambiente francese Ségolène Royal, che ha annunciato di voler far sparire i motori a gasolio dalla Francia entro il 2025. Perché? Qui si apre un mondo. Le motivazioni dietro questa "crociata" possono essere politiche e/o economiche, ma di sicuro sono strumentali o quanto meno superficiali. Se ne è parlato a Forum Automotive, un'occasione di confronto e scambio di idee tra professionisti del settore in programma oggi a Milano presso l’Auditorium Bosch.


Il motore diesel non è sporco e cattivo


Già, ma perché il diesel non è da mettere sul banco degli imputati? La parola a Gabriele Allievi, amministratore delegato di Bosch Italia: "Il diesel consuma meno del benzina ed è quindi strettamente necessario per rispettare le stringenti normative sulle emissioni di CO2 (che sono direttamente proporzionali al consumo). Inoltre, non si può pensare a un'elettrificazione improvvisa, dall'oggi al domani. I propulsori endotermici rimarranno dunque intorno al 90% del mercato per tanti anni ancora. Bosch crede fermamente nel diesel ed esistono le tecnologie per abbatterne gli inquinanti".


Troppe auto Euro 0, 1 e 2 ancora in circolazione


La vera "bomba ecologica" non è dunque il motore diesel, né tantomeno l'automobile in senso più generale: basti pensare, per esempio, che nel mondo le autovetture sono responsabili solo del 5,5% delle emissioni di CO2 (che non è un inquinante, bensì un gas serra) prodotte dall'uomo e/o dalle sue attività. Restringendo il campo all'Italia e andando oltre la CO2 - comprendendo dunque agenti inquinanti "veri" e nocivi per l'uomo - è evidente che il problema è il gran numero di auto Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 ancora circolanti. Come risolvere questo problema? Con delle campagne di incentivo per la rottamazione di questi veicoli, per esempio. Cosa che spetta alla politica e non alle Case automobilistiche. Quanto poi alla tanto sbandierata elettrificazione, qui a Forum Automotive è emerso ancora una volta come il ritardo sia da imputare più alla politica, che non ha ancora predisposto un'infrastruttura di ricarica capillare (fatta eccezione per qualche Paese come la Norvegia).