Abruzzo e Parco Nazionale del Gran Sasso

Abruzzo e Parco Nazionale


La mattina ci carichiamo di energia per affrontare le nuove escursioni che ci attendono. La colazione di Villa Mon Repos è in stile tradizionale, con affettati misti, uova, un bel mix di dolci, frutta e cereali. Facciamo colazione in una sala dal pavimento decorato, come del resto tutto l'albergo, che ha mantenuto molto dell'aspetto della casa originale, così come la sala all'entrata: un grande salotto con camino in stile decò con un angolo bar per gli ospiti. Se volete venire a pernottare al Mon Repos la stanza più caratteristica è senz'altro la suite con le sue finestre alte e strette, il parquet per terra consumato dal tempo, il camino acceso a dare conforto per queste serate di maggio ancora un po' fredde. La camera da letto è stata soppalcata per ricavarne un salottino, il bagno ha la vasca e un lavandino colorato molto originale. Se invece avete figli piccoli o volete godere di questo posto da una prospettiva del tutto inedita fatevi sistemare nelle stanze sotto il tetto, dal soffitto alto e stretto, il posto ideale per raccontare favole incantate o fantasticare sull'isola che non c'è. Al piano sotto i proprietari hanno allestito un centro benessere, raccolto ma funzionale: sauna in legno, bagno turco, vasca idromassaggio, lettini per i massaggi e luci colorate e soffuse. Prima di andare via diamo un'occhiata al giardino che corre dietro la Villa, attrezzato con sedie e tavoli coperti da piccoli gazebo e un vecchio pozzo poco più in là, chissà se dei desideri. La veranda che ospita il ristorante da fuori ha i vetri specchiati che riflettono l'intero giardino amplificandone l'effetto e la bellezza.
Direzione Opi lungo una strada di 7 km tutta dritta che attraversa nel centro la stretta Val Fondillo. Saliamo lungo una via di tornanti e arriviamo nel paese che vanta una densità di abitanti per km² di 8,9. Opi si concentra lungo una strada ripida e bianca dove si affacciano il Municipio, l'alimentari, le Poste, insomma l'essenziale. Il paese è stato costruito con le case che fungevano anche da cinta muraria a protezione dagli attacchi esterni. Ad Opi si visita la Chiesa Madre , il Museo del Camoscio e il Belvedere, perché da qui su il panorama è incantevole, con la valle da un lato e una gola stretta e verdeggiante dall'altro. Il paese è raccolto e silenzioso, un silenzio con cui dover fare i conti per chi non è abituato. Notiamo che le porte delle case sono tutte protette da lastroni di legno fino a metà altezza per evitare, ci spiega Marcello che abita qui, che entri la neve d'inverno e la pioggia d'estate. Molte forse sono usate solo come luogo di villeggiatura.
Da Opi a Civitella Alfedena sono 14 km. Entriamo in paese e ci dirigiamo subito a cercare il percorso per la Val di Rose, uno dei sentieri più conosciuti della zona. Parcheggiamo nella piazza del paese e un cartello ci indica la via. Si gira a sinistra, si sale una gradinata, si supera l'ultima casa del paese e inizia subito il sentiero. Un acciottolato di sassi bianchi che sale abbastanza ripido lungo il costone erboso del monte Mava, passa dentro un bosco di faggi fino a raggiungere spazi aperti, prati dove riposare e i famosi cespugli di rosa canina da annusare. Un escursione che in tutto dura tre ore, da cui godere del panorama del lago di Barrea, della Camosciara, della valle Risione e del monte Petroso. La giornata ci regala un sole caldo e qualche grande innocua nuvola in cielo, residui di neve sulle cime che resistono nonostante il sole, nonostante la primavera.
Torniamo a Civitella, ci dissetiamo a una fontanella che convoglia l'acqua fredda e pulita della valle Iannanghera e facciamo un giro per il paese. Tante stradine che salgono e si intrecciano dietro le case, dalla caratteristica pietra bianca, pulito e curato come tutti quelli che abbiamo visitato, troviamo la chiesa di San Nicola, il Municipio e poche persone in giro. Scendiamo verso l'entrata del paese per andare a pranzo al ristorante Il Guado della Valle, dall'aspetto rustico e accogliente e a conduzione familiare. E Francesco è un ottimo padrone di casa che ci fa assaggiare i piatti tipici della sua zona avendo cura di farci apprezzare il sapore. Tovaglie quadrettate arancioni come il colore delle pareti, coperte quasi interamente da corna di cervo, attrezzi da lavoro, forconi e fotografie. Iniziamo con bruschette e un bel pezzo di ricotta di pecora, per continuare con spaghetti alla chitarra con funghi porcini e tartufo. Gli arrosticini sono cotti al punto giusto e sono accompagnati dalla famosa orapi, una qualità di spinaci selvatici che cresce solo qua e che vanno a raccogliere sulle montagne. Accompagniamo il pranzo con un Montepulciano Doc del 2008. A chiusura e assolutamente da mangiare i "brutti ma buoni", biscotti di pasta di mandorla, anche al cioccolato, serviti con il liquore della zona, la Genziana, fatta in casa e ricavata dalla radice di Genziana con aggiunta di Trebbiano d'Abruzzo e zucchero.
Salutiamo Francesco e prima della prossima gita approfittiamo del po' di tempo a disposizione per andare a vedere il lago di Barrea. Lungo e stretto, attraversato da un ponte su cui ci fermiamo con la macchina e protetto da Barrea a un'estremità e Villetta Barrea all'estremità opposta. Un'acqua azzurra che ricopre i tanti alberi immersi dentro come fossero delle mangrovie del sud est asiatico e grandi discese di prato che discendono fino alla riva.
Ultima gita all'interno del Parco, sempre alla Camosciara dove già eri abbiamo lasciato il cuore, nella speranza di recuperarlo. Maurizio ci aspetta per farci fare un giro in bicicletta lungo la strada che porta nel cuore della valle e se avessimo più tempo, ci dice, potremmo arrivare fino alle cascate delle ninfe o addirittura salire fino a metà costone. Questo per gli orsi è il periodo dell'amore, ci suggerisce Maurizio. Ci divertiamo a correre, a passare in mezzo ai cavalli che brucano sui prati a sentire l'aria fresca sul viso, a smaltire il pranzo e a godere ancora per una volta dell'incredibile panorama. Quando torniamo, troviamo ad attenderci una volpe selvatica, ne approfittiamo per fare le ultime riprese a questo incontro fortunato dentro questo meraviglioso anfiteatro naturale in cui ci troviamo.

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